• L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha
    Federica Zanoni   –     Dr. Daniele Lo Rito

    Sommario

    La domanda centrale a cui si è cercato di dare risposta attraverso questo lavoro di ricerca è stata:
    “E’ possibile rilevare la costituzione ayurvedica di un soggetto attraverso l’analisi iridologica?” [1]
    Il lavoro che è stato svolto ha affrontato e sviluppato un’ipotesi di integrazione tra le due discipline ed a questo scopo sono stati elaborati dei questionari per la rilevazione della costituzione ayurvedica e stilate delle mappe iridologiche sperimentali. Non solo è stato possibile caratterizzare ed identificare gli organi riflessi nell’iride in base al criterio della sede dei tre Dosha ayurvedici (Vata, Pitta e Kapha), ma anche attribuire loro una collocazione nell’ambito dello sviluppo embrionale e della debolezza spaziale in Iridologia. I soggetti presi in esame sono stati 34. Per 27 tra loro (79.41%) si è verificata la coincidenza tra Dosha emerso come dominante dalla compilazione dei questionari somministrati e Dosha prevalente a seguito dell’ analisi iridologica.

    La possibilità di rilevare la costituzione ayurvedica dall’iride, o comunque il Dosha che tenderà a sbilanciarsi per primo e contemporaneamente individuare l’organo in situazione di deficit, debolezza, iperfunzionalità, può offrire interessanti opportunità per la prevenzione e per un approccio di trattamento integrati. [2] Non solo è stato possibile identificare gli organi riflessi nell’iride in base al criterio della sede dei tre Dosha (VPK), ma anche dare ai Dosha ayurvedici una collocazione iridologica nell’ambito dello sviluppo embrionale (corona) e della debolezza spaziale (orlo pupillare interno). [3] Si tratta di una proposta suffragata da una indagine relativa ad un ambito particolare, ossia il possibile collegamento tra due discipline, in questo caso Iridologia e Ayurveda. Tale collegamento vede l’iride e la sua indagine in primo piano per cercare e trovare in essa i fondamenti, le tracce della presenza di una medicina antica colma di saggezza e di equilibrio. Ancora una volta l’iride ha forse rappresentato il tramite per riportare gli uomini al loro innato patrimonio di conoscenza. E’ possibile, e questa è stata la curiosità e quindi l’ipotesi di ricerca, determinare la predominanza o la tendenza verso una delle tre costituzioni ayurvediche avendo come punto di partenza l’iride e di conseguenza possedere immediati strumenti di catalogazione e strategie di trattamento? Ed in presenza di una determinata costituzione ayurvedica che possibilità ci sono di rilevarla anche nell’iride? Il primo passo è stato prendere in considerazione le mappe topografiche iridee.

    Le mappe iridologiche: le basi del lavoro Per poter lavorare a questa ipotesi, è stato fondamentale il grande lavoro svolto precedentemente in ambito iridologico. Sono state utilizzate le mappe iridologiche esistenti e sulla loro base si è proceduto all’elaborazione delle mappe iridologiche sperimentali per la localizzazione dei Dosha. Due di tali mappe, la mappa iridologica rappresentante l’embriogenesi in iridologia e quella relativa allo spaziorischio sono relativamente recenti. Mappa iridologica fisica-organica. Negli ultimi cento anni sono state tracciate un centinaio di mappe iridologiche che, nonostante le differenze, presentano delle sostanziali uniformità. Una mappa iridologica molto diffusa e adottata è quella di Bernard Jensen oltre a quella di Siegfried Rizzi, quest’ultima per la sua semplicità ed essenzialità e per alcuni caratteri innovativi in essa contenuti. La mappa iridologica fisica-organica inserita nel contesto di questa ricerca è tratta da : Manuale di Iridologia di base, (D.Lo Rito, L.Birello, Xenia edizioni, 2004) ed è stata tracciata attraverso una ricerca a raccolta minuziosa di varie informazioni topografiche da parte degli autori, per dare luogo ad una topografia iridologica che fosse organica e unitaria. Sono stati considerati gli organi più comuni e le sedi riflessologiche più importanti secondo le varie scuole di Iridologia. Continuano a sussistere delle divergenze, fra i vari autori circa la localizzazione di alcuni organi nell’iride. Nonostante questo, si può concludere che a tutt’oggi circa l’80% dei segni corrispondono, mentre il 20% è ancora ambito di discussione. La topografia iridologica con le relative corrispondenze: funzioni, organi, apparati, è stata messa a punto dai vari autori in base alle proprie osservazioni e ai principi generali intuiti o ricavati per induzione da alcune osservazioni e poi sottoposte a verifica secondo il procedimento scientifico. L’iride è stata idealmente suddivisa in settori ed anelli dando così luogo ad una topografia settoriale e ad una topografia anulare. La prima illustra la localizzazione riflessa degli organi, la seconda mette in maggiore evidenza funzioni ed apparati. La mappa iridologica relativa alle aree di debolezza embriologica e la mappa iridologica relativa allo spaziorischio sono frutto di importanti lavori di ricerca svolti dal Dr. Daniele Lo Rito, noto ricercatore in ambito iridologico e relatore della presente ricerca.

    La mappa embrio-genetica iridea. [4] Per quanto riguarda le aree di debolezza embriologica, e quindi i recenti studi sull’ embriologia in Iridologia, va precisato che la possibilità di prendere in considerazione lo sviluppo embrionale a livello iridologico è nata da quella che viene definita iride silente, ossia l’iride che apparentemente non manifesta i segni della patologia organica. Si trattava di indagare oltre il livello del bordo della corona (tempo) e orlo pupillare interno (spazio) ed a questo fine è stata presa in esame l’area gastrointestinale (area pupillare o corona). Se il gene dello spazio si localizza sulla notocorda embrionale, base dello sviluppo della colonna vertebrale che nell’iride è situata a livello dell’orlo pupillare interno, a livello della corona troveremo gli organi embrionali nel loro nascere. E’ l’embrione e il suo sviluppo che rappresentano il “prima”, il campo da indagare quando l’iride sembra non rispondere alle nostre domande. L’area della corona può presentare vari segni e grazie a questi studi essi hanno assunto un significato nuovo. Estroflessioni del bordo della corona e alterazioni della trama dell’area pupillare stessa sono in grado di comunicare, in associazione, le nostre aree deboli durante lo sviluppo embrionale. La corona riflette a livello irideo l’apparato gastrointestinale e nello sviluppo dell’uomo è fondamentale l’intestino, in quanto secondo degli studi precedenti, gli organi umani si possono rappresentare come i frutti di un processo di gemmazione dell’intestino primitivo. Tale ipotesti riguardava la possibilità di evidenziare le alterazioni del bordo della corona e i relativi segni iridei collocati sul versante della corona proprio in base all’assunto di base che molti organi nascono dall’intestino primitivo. [5] Le ricerche relative alle aree di debolezza embriologica riscontrabili nell’iride sono approdate alla elaborazione di una topografia embriogenetica iridea che ha proiettato l’intero organismo a livello della corona. In questa sede di conseguenza si possono rintracciare delle informazioni riguardo allo sviluppo embrionale di organi e apparati. Tale proiezione (valida sia per l’iride destra che per l’iride sinistra) vede la testa dell’embrione a livello inferiore (ventrale) dell’iride e i singoli organi troveranno la loro sede secondo un ordine orario. Partendo da questa collocazione sono state prese in considerazione le aree che hanno dimostrato la maggiore corrispondenza tra segni e debolezza dell’organo e non quelle che si sono rivelate dubbie e di difficoltosa lettura. L’esempio può essere quello di una debolezza della trama, della presenza di una lacuna, di un difetto o di una discromia a 320° a livello della parte periferica della corona. Si tratta della localizzazione a livello embrionale dell’area cardiaca e questi segni possono indicarci un ipotetico danno nello sviluppo embrionale del cuore. Questo cosa può darci? Con l’embriogenesi possiamo cogliere l’influsso informativo vibratorio che viene tramandato secondo la linea paterna e materna, e ciò è identificabile attraverso le caratteristiche funzionali e organiche del corpo, nella predisposizione ad ammalarsi in un certo modo piuttosto che in un altro e così via. Questo ipotetico individuo avrà sempre in sé nel bene e nel male qualcosa della propria madre e del proprio padre, che non si riscontreranno solo nel colore degli occhi o in altre caratteristiche fisiche, ma anche in un sorta di tossicità materna o paterna che si manifesterà attraverso una debolezza organica durante lo sviluppo embrionale . Si tratta di una ereditarietà biologica di sviluppo. Se a livello irideo possiamo conoscere (e riconoscere) aree deboli embriologiche, le strategie preventive potranno di conseguenza essere molto più mirate ed efficaci. In questo senso si può cogliere l’attinenza con la disciplina ayurvedica, per la quale i punti in cui si accumulano i Dosha in eccesso sono anche ereditati come debolezza asintomatica dei tessuti che deriva dalla memoria cellulare delle malattie dei genitori e dei nonni. La costituzione base di ogni individuo è determinata durante il concepimento. Al momento della fecondazione la singola unità maschile, lo spermatozoo, si unisce al singolo elemento femminile, l’ovulo e durante questa unione la costituzione dell’individuo è determinata dalle permutazioni e dalle combinazioni di aria, fuoco e acqua corporei che si manifestano nei corpi dei genitori. La mappa iridologica relativa allo spaziorischio. In questo studio è stata proposta l’elaborazione di una mappa iridologia particolare che vede collocato nell’iride lo spazio relativo al corpo umano. La lettura dello spazio è stata la conseguenza della scoperta del tempo e della sua capacità di venire letto sul bordo della corona. Al primo passo costituito dalla possibilità di individuare nell’iride il momento in cui si è verificato un trauma nella vita di un individuo (cronorischio), [6] ne è seguito quindi un altro che permettesse di collocare l’uomo e le sue possibili patologie nel gioco della dimensione : tempo-spazio. L’uomo occupa una dimensione temporale nella sua esistenza, ma occupa anche uno spazio ed infatti ogni volta che un essere umano muore, lascia il suo spazio. Lo spazio che è venuto in considerazione è quello del luogo in cui ogni organo prende posizione instaurando il suo legame con la malattia e con lo stato psicologico che l’accompagna. La malattia, o meglio l’organo malato, ci rende consapevoli della sua esistenza e del suo spazio nel momento in cui ci crea dolore. Quando la nostra salute è in equilibrio, regna l’armonia e una non dimensionalità spazio-temporale. Tutto è tranquillo. Ma questa situazione può rompersi più o meno improvvisamente e farci avvertire la dimensione spaziale. Si definisce spaziorischio una condizione potenziale o attuale di maggior pericolo per la salute a seguito del verificarsi di anomalie nella spazialità corporea. L’orlo pupillare interno ci dà la possibilità di leggere il nostro spaziorischio. Per poter essere esaminato in relazione al concetto di spaziorischio, l’opi (orlo pupillare interno) è stato diviso in 26 spazi che corrispondono ai 26 elementi anatomici della colonna vertebrale; in ogni spazio è stato localizzato un organo fisico ed un organo emozionale. Tramite questa metodologia è possibile individuare le aree spaziali deboli (rilevando eventuali anomalie e deformazioni dell’orlo pupillare interno) e verificare se si siano attivate oppure no. In caso di non attivazione si potrà instaurare una strategia di prevenzione al fine di evitare l’insorgenza della malattia.

    I Dosha Ayurvedici e i criteri seguiti per la loro collocazione nell’irise. Le mappe iridologivhe sperimentali Per potere sostenere l’ipotesi della possibilità di individuare nell’iride il Dosha prevalente di un soggetto, è stato necessario innanzitutto procedere alla sua identificazione secondo quello che è il metodo indicato dalla maggiore e più approfondita manualistica presente in questo ambito. Si è precisato più volte lungo il lavoro, che una visita approfondita da parte di un medico od operatore ayurvedico non può essere sostituita dalla compilazione di un questionario, ma tale modalità di indagine è comunque prevista, seguita e proposta dagli autori più esperti e qualificati a tutti gli amanti di questa disciplina. Cosa sono i Dosha? In medicina ayurvedica la costituzione è detta Prakruti ( pra= origine ; kruti= azione) ossia flusso dell’azione. Il flusso dell’azione si manifesta in tre modalità diverse che corrispondono ai tre Dosha. I tre Dosha sono le tre energie risultanti dalla diversa combinazione dei cinque elementi: aria, etere, fuoco, acqua e terra. Tutta la materia è formata dai cinque elementi, mattoni dell’esistenza ed i tre Dosha sono le forze che controllano i processi biologici. Il termine Dosha in realtà significa : ciò che oscura, ciò che causa decadimento delle cose, difetto, alterazione, danno. Con questo si intende che in una condizione di squilibrio i Dosha sono le forze responsabili del processo di malattia. Ci si può chiedere perché l’Ayurveda attribuisca una connotazione negativa alle energie che governano il corpo, definendole difetti. Ciò nasce dall’osservazione che i Dosha tendono facilmente a scompensarsi causando disturbo o malattia. [7] Tutte le funzioni fisiche sono governate dalle tre energie vitali o tridosha. VPK (Vata, Pitta e Kapha) mantengono l’integrità di tutto il corpo, organizzano e regolano le funzioni omeostatiche, organiche, fisiologiche e governano l’intera struttura fisica e i processi mentali. Sono gli intermediari tra il mondo esterno (alimenti, dieta, stagioni, routine quotidiana, stile di vita) e i tessuti, l’insieme degli organi e le funzioni dell’organismo. Connotare i Dosha come malattie ha a che vedere con il fatto che essi nella loro qualità di intermediari protettori possono essere temporaneamente disgregati, squilibrati, indeboliti, alterati. La variazione del grado di tali energie dà luogo alla grande varietà degli individui sia fisiologicamente che psicologicamente. L’energia che prevale o che ha una semplice tendenza a prevalere dà la natura, la personalità e il tipo di psicologia caratteristici, la suscettibilità dell’individuo alle varie malattie, l’immunità generale del corpo, la risposta ad una data terapia. [8] Saper usare l’Ayurveda per mantenere il benessere e la vitalità significa prima di tutto conoscere il proprio tipo di costituzione , ossia l’originale combinazione di VPK (Vata, Pitta, Kapha) nel corpo. Vata: dall’elemento etere e aria si manifesta nel corpo il principio corporeo dell’aria Vata. In genere le caratteristiche di Vata tendono ad essere estreme, irregolari, piccole, leggere di peso, secche e responsabili del moto sia del corpo che della mente. E’ l’individuo ossuto, con vene sporgenti e pochi muscoli, pelle secca. Può essere soggetto a spasmi e rigidità muscolari. Gli attribuiti di Vata sono : non untuoso, leggero, mobile, rapido, freddo, ruvido, secco. Presiede principalmente alle funzioni nervose ed è l’energia che fornisce il movimento a tutti i processi dell’organismo. Il rispetto di una routine il più possibile costante è estremamente utile per aiutare le persone con predominanza Vata a incanalare efficacemente questa energia altrimenti destabilizzante o addirittura devastante. Pitta: gli elementi fuoco e acqua si manifestano nel corpo come principio del fuoco chiamato Pitta. Le caratteristiche sono nella media, ma acute, rapide, leggere. Pitta è calore, metabolismo, trasformazione. Governa la digestione e la trasformazione, siano esse di cibo o di idee e rappresenta il calore corporeo, la temperatura, la percezione, la comprensione, la fame, la sete, l’intelligenza, la rabbia, l’odio. Prevale nel sistema digerente, in particolare nell’intestino tenue e nel fegato. I tipi Pitta presentano corporatura e altezza nella media. Sono dei leaders naturali, ma tendono a essere gelosi e ipercritici. Pitta in eccesso provoca agitazione e irritazione che può evolvere in aggressività. Kapha: gli elementi della terra e dell’acqua si manifestano come l’umore corporeo acquoso conosciuto come Kapha. Ha qualità grandi, pesanti, lente. Kapha funge da lubrificante e da isolante, elimina le secrezioni, protegge i sensi, la mente, i nervi. Le qualità di Kapha sono : oleoso, freddo, pesante, stabile, viscido, liscio, molle. Prevale nella parte superiore del corpo, nei polmoni, nella testa. I tipi Kapha hanno un fisico robusto e ben proporzionato che tende ad aumentare di peso e possono soffrire di ritenzione di liquidi. I tipi Kapha sono pazienti, comprensivi e tolleranti, ma in reazione allo stress possono sviluppare avidità, possessività e gelosia. Tutto ciò che fa parte dell’ambiente in cui viviamo è composto di Dosha che interagiscono con i nostri Dosha personali. Siamo infatti influenzati da tutto quello che avviene nell’universo, di cui siamo parte integrante, che ne siamo consapevoli o no. E’ importante rendersi conto che i Dosha nel nostro organismo cambiano in continuazione, a causa dell’ambiente e dello stile di vita. La costituzione è determinata al momento del concepimento, segnata dalle permutazioni e dalle combinazioni di aria, fuoco, acqua corporei che si manifestano nei corpi dei genitori. Tale combinazione rimane costante durante tutto il corso della vita, così come geneticamente determinata, però si possono verificare delle continue trasformazioni fisiopatologiche nel corpo umano in risposta ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente. E’ intuitivo a questo punto quanto possa essere importante avere la possibilità di leggere attraverso l’iride quale possa essere l’energia vitale più soggetta ad un eventuale scompenso nell’organismo. Riconoscere le qualità dei Dosha nel nostro organismo e le qualità dei Dosha della propria vita quotidiana, può permettere di usare l’Ayurveda per ristabilire l’equilibrio. Al fine di raggiungere l’endpoint primario di questo lavoro, ossia la dimostrazione della possibilità di individuare attraverso l’analisi iridologica la costituzione ayurvedica di un soggetto, sono state elaborate delle mappe sperimentali sulla base di quelle preesistenti. Si sono contrassegnati i vari organi riflessi all’interno dell’iride e riportati sulle mappe, con un colore diverso a seconda che l’organo o l’apparato fosse sede dell’uno o dell’altro Dosha. Si sono seguiti due criteri base: 1. La sede di elezione di ogni Dosha nella zona gastrointestinale e cioè in primo luogo quindi l’individuazione di Vata nell’intestino crasso, di Pitta a livello dell’intestino tenue, e Kapha nello stomaco. 2. Sono state quindi individuate le sedi cosiddette accessorie per le quali, esaminando la bibliografia sterminata esistente in materia ayurvedica, esistono delle opinioni e delle posizioni diverse. In questa sede si è cercato di fare riferimento ai maggiori testi concernenti la disciplina ayurvedica e di coglierne i punti di concordanza. Il principio incontrovertibile è quello secondo cui Vata è insediato nell’area sotto l’ombelico, nel colon e nel bacino, Pitta tra l’ombelico e il cuore e infine Kapha sopra il diaframma. Le immagini delle mappe iridologiche sperimentali elaborate sono allegate in appendice a questo articolo. Si è trattato di individuare all’interno di tali aree i segni iridologici (patografie e patocromie) indici di un possibile squilibrio di quell’organo e di conseguenza del Dosha che vi ha sede. Si è proceduto quindi su tre livelli di analisi (vedi: Le mappe iridologiche. Le basi del lavoro), identificando tali segni e la risposta è stata considerata positiva quando, a seguito della somma dei risultati ottenuti su questi tre piani per entrambe le iridi (corrispondenti alla somma dei segni rilevati), il risultato totale ha dato come prevalente lo stesso Dosha emerso dalla valutazione dei questionari somministrati. Tutti i segni di debolezza, deficit, iperfunzionalità che sono stati rilevati in un organo, settore o apparato sono stati cioè automaticamente attribuiti allo squilibrio del Dosha insediato in quel settore. Nell’ottica di stabilire quel collegamento tra Iridologia e Ayurveda che vede come scopo principale l’individuazione di un metodo che possa permettere di cogliere il Dosha ayurvedico attraverso una analisi di carattere iridologico. E’ molto importante stabilire il collegamento Ayurveda-organi sede. Sono proprio gli organi, o meglio le loro aree riflesse, a venire in considerazione quando si osserva un’ iride con l’intento di identificare i segni di eventuale squilibrio. Il fatto che ogni Dosha abbia delle sedi principali nell’organismo significa che gli organi coinvolti avranno la tendenza ad entrare in una situazione di squilibrio al variare di quel Dosha e reciprocamente il Dosha ha in quelle sedi il potere di sbilanciare e danneggiare gli organi. L’accumulo di un Dosha in eccesso nella propria sede costituisce la fase iniziale del processo dei malattia. Le malattie dovute alla perdita di equilibrio di questa forza si manifestano negli organi. I segni che verranno rilevati in tali aree a livello iridologico informeranno, in applicazione delle mappe sperimentali elaborate, che il Dosha situato in quell’organo o apparato ha subito uno sbilanciamento o comunque è maggiormente soggetto ad uno stato di squilibrio e/o deficit.

    Fase sperimentale La ricerca è stata condotta usufruendo di determinati materiali e metodi. Si è trattato, per rispondere alla domanda centrale, di valutare una serie di casi che permettessero di raccogliere i dati necessari per poter verificare la nostra ipotesi. Sono stati elaborati e somministrati dei questionari a 34 persone volontarie. Non sono stati presi in considerazione particolari criteri di inclusione od esclusione per quanto riguarda i soggetti che si sono sottosti volontariamente alla ricerca. Hanno risposto ai questionari e si sono sottoposti alle fotografie per l’analisi iridologica. Si tratta di 26 donne e 8 uomini, l’età minima è 23 anni, quella massima 67, l’età media è circa 39 anni (38.76). Per giungere a dimostrare l’endpoint primario o scopo primario della ricerca, il primo passo indispensabile è stato individuare la costituzione ayurvedica attraverso la metodologia dei questionari, per poi rilevare la coincidenza o meno di risultati ottenuti rispetto all’analisi iridologica condotta sulla base delle mappe iridologiche sperimentali. Come è stato ricordato in precedenza, la lettura iridologica è stata effettuata su tre livelli di analisi (mappa iridologica sperimentale fisica, mappa embriogenetica sperimentale e mappa iridologica relativa allo spaziorischio) identificando le patografie, le patocromie o le anomalie (opi) come segni rilevati in area Vata, Pitta o Kapha. L’ultimo step è stato il raffronto tra i risultati ottenuti a seguito dell’ analisi iridologica condotta su questi tre piani per entrambe le iridi (corrispondenti alla somma dei segni osservati) e quanto emerso dalla valutazione dei questionari compilati (identificazione del Dosha maggioritario). Ciò per determinare la prevalenza dello stesso Dosha e quindi la possibilità di dedurre tramite l’analisi iridologica la costituzione ayurvedica di un soggetto. La bibliografia presa in considerazione in qualità di fonte per la elaborazione dei questionari utilizzati, comprende i maggiori e più qualificati autori nell’ambito delle medicina ayurvedica, i quali hanno trasferito nei testi decenni di esperienza, di conoscenza teorica e pratica. I questionari, nel caso della ricerca svolta, sono stati cinque (5) : il primo riguarda le caratteristiche fisiche (41 domande), il secondo le caratteristiche fisiologiche (28 domande), il terzo e il quarto (rispettivamente 22 e 15 domande) prendono in esame il piano emotivo e valutano la personalità e le modalità di comportamento quotidiano tipiche di ciascun Dosha. Infine un quinto questionario anamnestico molto dettagliato che è stato inserito sia per raggiungere una completezza maggiore, che per potere compilare in maniera esauriente le schede di valutazione individuale elaborate includendo dei brevi consigli dal punto di vista ayurvedico e naturopatico. Sono state inserite tutte le patologie previste dal più antico testo di medicina ayurvedica : Charaka Shamita, e quindi 80 patologie Vata, 40 patologie Pitta, e 20 Kapha.

    Dati raccolti e conclusioni [9] Quali sono stati i risultati ? E’ stato possibile individuare il Dosha prevalente di un soggetto dall’analisi iridologica raggiungendo l’endpoint primario? La risposta positiva si è verificata nel 79.41% dei casi. Per 27 soggetti su 34 sussiste la coincidenza di risposta tra Dosha emergente in seguito al questionario e Dosha rilevato dalla valutazione iridologica. Ciò significa che, stabilito il Dosha prevalente in base ad una valutazione su piani diversi (fisico, fisiologico, emotivo, anamnestico), questo corrisponderà con ogni probabilità al Dosha che si desumerà attraverso l’analisi iridologica condotta sulla base delle mappe iridologiche sperimentali.

    Endpoint primario Rilevare dall’ iride, letta secondo mappe iridologiche sperimentali che hanno la caratteristica di identificare gli organi riflessi in base al criterio della sede dei tre Dosha, la prevalenza dello stesso Dosha che risulta dominante a seguito della sua determinazione attraverso la compilazione di questionari. Risultato : 27 risposte positive su 34 soggetti presi in esame ai fini della ricerca. Valore in percentuale : 79.41% Si è trattato di individuare all’interno di tali aree i segni iridologici (patografie e patocromie) che siano indicatori di un possibile squilibrio di quell’organo e di conseguenza del Dosha. Identificare lo squilibrio del Dosha può fare pensare ad un probabile coinvolgimento dell’organo. Si è cercato di raggiungere lo scopo procedendo su tre livelli di analisi, ossia prendendo in considerazione non solo la mappa iridologica classica-organica (settoriale e anulare) ma altre due mappe di recente creazione. Si tratta della mappa relativa allo spaziorischio e alle aree di debolezza embriologica. La risposta è stata considerata positiva quando, a seguito della somma dei risultati ottenuti sui tre livelli per entrambe le iridi, il risultato totale ha dato come prevalente lo stesso Dosha emerso dalla valutazione dei questionari somministrati. Ciò significa che, procedendo ad una analisi iridologica sulla base delle mappe sperimentali che sono state elaborate, si può dedurre con buona probabilità il Dosha prevalente del soggetto sottoposto all’esame iridologico. Reciprocamente, individuato il Dosha prevalente di un soggetto in base ad una valutazione su piani diversi (fisico, fisiologico, emotivo e anamnestico) questo corrisponderà con ogni probabilità al Dosha che si desumerà attraverso l’analisi iridologica condotta sulla base delle mappe iridologiche sperimentali. Conseguentemente si potrà presumere quali aree riflesse degli organi presenti nell’iride potranno trovarsi in situazione di squilibrio solo in base alla conoscenza del Dosha maggioritario. Conoscere il Dosha sbilanciato e l’organo interessato può permettere di conseguenza di agire in sinergia con approcci ed interventi di prevenzione e di trattamento. In appendice a questo articolo sono stati inseriti tre fra i 34 casi analizzati. Si tratta delle immagini iridologiche di soggetti appartenenti alle tre costituzioni ayurvediche : Vata, Pitta e Kapha. Sono state inserite per ogni caso le mappe iridologiche adottate, con l’indicazione degli organi-sedi dei tre Dosha che risultano coinvolti, in quanto nelle loro aree riflesse sono stati rilevati dei segni iridologici indicativi di una situazione di deficit/squilibrio. E’ stato inoltre allegato un caso negativo. Quest’ultimo soggetto presenta come Dosha maggioritario Vata in base ai questionari somministrati, mentre dall’analisi iridologica effettuata in base alle mappe sperimentali emerge Pitta. Sono emersi altri dati che meritano la nostra attenzione.

    Endpoint secondari Primo endpoint secondario : correlazione tra costituzioni iridologiche e Dosha ayurvedici. Per ciò che riguarda la possibile corrispondenza tra costituzioni iridologiche e i Dosha ayurvedici si nota dai dati emersi nel corso del lavoro, che la percentuale maggiore si è raggiunta (sui 34 soggetti esaminati) in riferimento alle 18 persone che appartengono alla costituzione iridologica mista. In particolare : il 66.66% di questi ultimi (12 soggetti) presenta Pitta come Dosha maggioritario. In generale l’esiguità del numero dei soggetti partecipanti alla ricerca e appartenenti a ciascuna costituzione iridologica, specie nel caso della costituzione linfatica (12 soggetti) ed ematogena (4 soggetti), non ha permesso di dedurre dei dati significativi circa la corrispondenza tra costituzioni iridologiche e quelle ayurvediche. Si possono però fare delle interessanti considerazioni valutando la corrispondenza tra costituzione iridologica mista e costituzione ayurvedica Pitta. Secondo endpoint secondario : valutazione dei dati emersi in riferimento alle tre mappe iridologiche sperimentali singolarmente considerate. Si è trattato di rilevare la percentuale di positività ottenuta in base ad ogni mappa iridologica sperimentale, considerata in maniera indipendente dalle altre. 1.Il riscontro della corrispondenza dei tre Dosha ayurvedici con la mappa iridologica sperimentale fisica-organica in relazione ai 34 soggetti presi in esame, vede in una percentuale del 70.58% (24 soggetti su 34) dei casi la corrispondenza fra il Dosha prevalente a seguito di compilazione di questionari somministrati e costituzione ayurvedica emersa a seguito dell’ analisi iridologica. Tale valore sale all’85.18% se vengono presi in considerazione soltanto coloro che hanno risposto positivamente all’endpoint primario della ricerca (27 soggetti su 34). Quest’ultimo risultato è collegato alle percentuali relative alle due mappe iridologiche sperimentali : quella dello spaziorischio e quella embriologica. Se tramite queste ultime si raggiungono dei buoni risultati per ciò che riguarda il riscontro del Dosha dominante, la possibilità di dedurre quest’ultimo attraverso la sola analisi della mappa iridologica fisica-organica sperimentale aumenta. 2. La verifica della corrispondenza dei tre Dosha ayurvedici con la mappa iridologica sperimentale relativa allo spaziorischio vede in una percentuale del 62.96% dei casi la corrispondenza fra Dosha prevalente a seguito di compilazione dei questionari somministrati e costituzione ayurvedica emersa a seguito di analisi iridologica per quanto riguarda i 27 soggetti su 34 che hanno risposto positivamente all’endpoint primario della ricerca. La stessa percentuale è stata raggiunta per quanto riguarda la costituzione ayurvedica emersa a seguito dell’analisi iridologica condotta in base alla mappa embriogenetica sperimentale.

    Iridologia, Ayurveda e Naturopatia Vorrei infine fare un breve cenno a quella che è stata l’ultima parte del lavoro, ossia oltre il possibile raffronto tra l’ Iridologia e l’ Ayurveda, il collegamento con la Naturopatia, per quanto riguarda il trattamento. La disciplina ayurvedica e la Naturopatia offrono da questo punto di vista un ventaglio di possibilità e suggerimenti anche molto semplici, indirizzati alla prevenzione dello squilibrio. Molti sono i punti di contatto tra le due discipline. L’alimentazione è uno dei cardini del loro approccio, se non il principale. E’ la più importante di tutte le discipline. La salute dipende in massima parte da un buon regime che nutre e fortifica il corpo e il concetto di nutrizione ha un valore di capitale importanza per il mantenimento di un organismo sano da parte della medicina naturale. L’uomo si ammala e si cura (anche) attraverso quello che mangia. Decongestionando e facilitando la funzione digerente si raggiungerà per gradi la normalità attraverso crisi curative e di assestamento. Stimolando le difese organiche con le terapie naturali si metterà l’organismo in grado di auto selezionare ed approfittare delle sostanze degli alimenti somministrati. Per il mantenimento, lo sviluppo e la salute dell’organismo, le necessità vanno soddisfatte in simbiosi con gli elementi aria, luce ed acqua, ma va sottolineata l’importanza del fattore psicologico. Qualsiasi regime non può sortire l’effetto desiderato se il subconscio lo rifiuta, generando reazioni negative da parte dell’organismo verso il trattamento. La prima cosa da fare secondo la medicina ayurvedica è svuotare colon e vescica. Dallo stato di congestione delle viscere originano tutti i disturbi. Il sangue ricco di tossine andrà a nutrire tutti i tessuti che diminuiranno la loro funzionalità e si influenzeranno a vicenda in un circolo vizioso che va spezzato. L’uso dell’acqua è molto importante in Naturopatia e Ayurveda. In Naturopatia si procede nell’uso dell’acqua per gradi testando l’effetto di ogni singola terapia. Raccomandato anche in Ayurveda l’uso dell’acqua anche alternata, ma va prestata precisa attenzione alla costituzione personale, ossia al Dosha prevalente e cosi anche per saune e bagni di vapore. Pitta non dovrà eccedere con l’uso dell’ acqua calda, ma preferire quella fredda. Vata necessita di caldo e umidità, in quanto freddo e secco. L’uso dell’acqua fredda, possibilmente raggiunta per gradi, aiuta a conservare un buon sistema immunitario. Fregagioni e massaggi sono previsti dall’Ayurveda per aumentare circolazione e capacità emuntoriale. Ciò è indicato al soggetto Pitta in quanto la pelle è una delle strutture che in questo caso può trovarsi in stato di ipofunzionalità e a quello Kapha, che può soffrire di circolazione debole e ristagni di circolazione linfatica. I bagni di vapore, le saune e i bagni di sole sono inoltre indispensabili per praticare Rasayana, il procedimento di ringiovanimento, l’ aumento del sistema immunitario e la rivitalizzazione dei tessuti ayurvedico. Ciò che si vorrebbe sottolineare è che dei rimedi semplici e la costanza nel seguirli, si rivelano in molti casi metodi vincenti. La medicina ayurvedica dà moltissime indicazioni in questo senso e i suggerimenti e le strategie di trattamento sono indirizzati al bilanciamento delle energie ed al raggiungimento dello stato psico-fisico ottimale. Nel momento in cui si riesce, esaminando l’iride, a dedurre il Dosha maggioritario, che in linea generale è il primo a sbilanciarsi e da quel momento ad indebolire l’organo-sede, potremmo cominciare a suggerire delle strategie di riequilibrio e trattamento anche molto elementari. Sono molto felice che il lavoro di ricerca che è stato sviluppato possa venire conosciuto, seppur in sintesi, attraverso queste pagine da coloro che si occupano di Iridologia con grande passione e competenza. Speriamo che i risultati raggiunti possano contribuire anche in piccola parte ad avvicinare l’Iridologia ad altre persone. Non necessariamente solo a coloro che si occupano da anni di medicina ayurvedica e la praticano con passione, ma anche a quanti sentono e sanno che l’equilibrio del loro corpo e della loro mente è il risultato, fra le altre cose, di sottili energie in equilibrio. L’iride può indicarci un sentiero per riconoscerle, per correggerle, per assecondarle… Quello illustrato è un lavoro che si è reso possibile anche grazie alla generosa partecipazione umana che è stata coinvolta e sono piena di gratitudine verso chi mi ha aiutato a percepire, con la propria esperienza, collaborazione e continua vicinanza, ciò che l’iride, nella sua estrema generosità, ha voluto comunicare.

    Note

    1. Si tratta di una tesi di ricerca per il conseguimento del diploma in “Iridologia e Naturopatia” presso l’Accademia di Scienze Naturoigienistiche G.Galilei di Trento (Italia). Il lavoro è stato svolto da Federica Zanoni, studentessa dell’Accademia e allieva del Dr. Daniele Lo Rito relatore e supervisore della ricerca in oggetto.
    2. Nell’ambito dello studio svolto sono state illustrate, a questo proposito, anche le strategie offerte dalla Naturopatia in vista del raggiungimento dello stato di equilibrio e benessere in un’ottica di sinergia tra le varie discipline.
    3. Ci si riferisce ai lavori di ricerca compiuti dal Dr. Daniele Lo Rito relativi allo studio in ambito iridologico dello sviluppo embrionale (area pupillare) e della individuazione delle aree spaziali deboli a livello dell’orlo pupillare interno.
    4. Il capitolo dello studio sullo sviluppo embrionale mediante l’iridologia è stato studiato dal grande maestro americano Bernard Jensen e dal Dr. Daniele Lo Rito il quale ha elaborato e messo a punto la mappa che è stata presa in considerazione nella presente ricerca. Un importante contributo è stato dato da John Andrew (Inghilterra).
    5. Lo studio iridologico condotto da Bernard Jensen circa lo sviluppo delle uomo, vede nel processo di gemmazione dall’intestino primitivo la rappresentazione di vari organi umani.
    6. Il cronorischio è stato scoperto dal Dr. Daniele Lo Rito. I primi lavori scientifici sul cronorischio sono stati divulgati per la prima volta al 2° congresso Internazionale di Iridologia a Parigi nel 1991, e successivamente la materia è stato ampliata al 40° corso di Iridologia di Ettlinger (Germania). Tramite il cronorischio può essere possibile ripercorrere lo scorrere della nostra vita per individuare dei momenti particolari in cui un certo evento di ordine fisico o psichico possa avere influenzato la nostra funzionalità biologica al punto da fare prevedere la nascita di un disturbo. Il bordo della corona può rivelare questi momenti tramite segni che indicano con la loro particolare posizione l’età del cambiamento, del trauma o dell’evento stressante.
    7. Ad un livello più profondo va precisato che l’Ayurveda guarda con sospetto tutto ciò che concerne l’esistenza individuale, in quanto vi riconosce una potenziale prigione per lo spirito. Nei Dosha vi è qualcosa di sbagliato in quanto sono responsabili del mantenimento del corpo fisico.
    8. Sono state fatti di recente alcuni tentativi per scoprire se nella moderna medicina allopatica esistano nozioni corrispondenti al concetto di tridosha. Per esempio si è avanzata l’ipotesi che le funzioni di Vata siano rappresentate dal rilascio di neurotrasmettitori come l’acetilcolina e la serotonia, sia nel sistema nervoso centrale sia verso i recettori dei nervi parasimpatici e di quelli della muscolatura striata. L’azione di Pitta è stata paragonata a quella del sistema nervoso simpatico che per attivare le funzioni relative alla produzione di energia, utilizza soprattutto le catecolamine come l’epinefrina e la norepinefrina, ma anche la dopamina. L’azione di Kapha è stata paragonata a quella della istamina e delle prostaglandine, che regolano l’equilibrio dei fluidi nei tessuti e controllano la permeabilità dei capillari. Queste teorie sono affascinanti, ma le analogie sono comunque incomplete e non si basano su una conoscenza diretta della realtà. Alcuni sottolineano che le concezioni ayurvediche sull’energia sono per loro natura intraducibili nel pensiero occidentale. In questo senso : Romano G., Langella R., Ayurveda : longevità e salute. Introduzione ai principi della medicina tradizionale indiana, Grenese Editore, Roma, 1988.
    9. Dati relativi ai risultati ottenuti in riferimento ai 34 soggetti esaminati ai fini del raggiungimento dell’endpoint primario della ricerca. Valutazione e commento di tali dati e degli endpoint secondari emersi nel corso dello studio.
    10. Traduzione italiano/inglese dei termini relativi alla mappa embriogenetica iridea : cefalea = headache; epifisi = pineal gland; verminosi = worms; febbre = fever; orecchio = ear; vertigini = vertigo; tonsille = tonsils; occhio = eye; adenoide = adenoid; lingua = tongue; naso = nose; seni paranasali = sinus; polmone = lung; mammella = breast; tiroide = thyroid; laringe = larynx; fegato = liver; cistifellea = gall blader; cuore = heart; trachea = trachea; esofago = oesophagus; bronco = bronchus; gola = throat; epilessia = epylepsis; piloro = pylorus; stomaco = stomach; pancreas = pancreas; surrene = adrenal; rene = kidney; anca = hip; cervello = brain; testicoli, ovaio = testes, ovar; vescica = bladder; prostata = prostata; arti inferiori = legs; glicemia = glycaemia; utero = uterus.

    Mappe Iridologiche Sperimentali

    Mappe Iridologiche Sperimentali

    Mappe Iridologiche Sperimentali

    Topografia Iridologica Annulare

    Topografia Iridologica Annulare

    Topografia Iridologica Annulare

    26 Spazi

    26 Spazi

    26 Spazi

    Embriogenesi e Iridologia

    Embriogenesi e Iridologia

    Embriogenesi e Iridologia

    Casi Clinici

    N.W.; Sesso: femminile; Età: 42 anni; Dosha ayurvedico dominante: Vata Dosha ayurvedico dominante secondo il questionario: Vata. Dosha ayurvedico dominante secondo l’analisi iridologica: Vata.

    IRIDE DESTRA. Vata: giallo; Pitta: blu; Kapha: rosso

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    IRIDE SINISTRA. Vata : giallo; Pitta : blu;  Kapha : rosso.

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    T.A.; Sesso: femminile; Età: 28 anni; Dosha ayurvedico dominante: Pitta Dosha ayurvedico dominante da questionario: Pitta. Dosha ayurvedico dominante secondo l’analisi iridologica: Pitta.

    IRIDE DESTRA. Vata: giallo; Pitta: blu; Kapha: rosso.

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    IRIDE SINISTRA. Vata: giallo; Pitta: blu;  Kapha: rosso.

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    B.C; Sesso: maschile; Età: 31 anni; Dosha ayurvedico dominante: Kapha. Dosha ayurvedico dominante da questionario: Kapha. Dosha ayurvedico dominante secondo l’analisi iridologica: Kapha.

    IRIDE DESTRA. Vata: giallo; Pitta: blu; Kapha: rosso.

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    IRIDE SINISTRA. Vata: giallo; Pitta: blu;  Kapha: rosso.

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    T.L.; Sesso: maschile; Età: 28 anni; Dosha ayurvedico dominante da questionario: Vata. Dosha ayurvedico dominante secondo l’analisi iridologica : Pitta.

    IRIDE DESTRA. Vata: giallo; Pitta: blu; Kapha: rosso.

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    IRIDE SINISTRA. Vata: giallo; Pitta: blu;  Kapha: rosso.

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

    L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha

     
  • Convegno Di Iridologia A Venezia

    Convegno Di Iridologia A Venezia
    17–18–19 Settembre 2010

    Convegno Di Iridologia A Venezia 17–18–19 Settembre 2010

    Convegno Di Iridologia A Venezia

    Dr. LUCIO BIRELLO
    Dr. DANIELE LO RITO

    AULA MAGNA
    ISTITUTO FOSCARINI
    CANNAREGIO 4942
    VENEZIA
    Fond.ta S. Caterina

    Naturaliter – 00174 ROMA – Via Lucio Sestio, 16B
    ? (+ 39) 06.769.10.973 – ? 328.3612680
    Sito: http://www.naturaliter.org

    • PROGRAMMA
    • VENERDI’ 17 SETTEMBRE
    • Presidente Naturaliter TONELLA DORO,
    • Dr. DANIELE LO RITO, Dr. LUCIO  BIRELLO
    • Ore 15,00 – 16,00 Iscrizione al corso
    • Ore16,00 – 17,00  Apertura lavori, presentazione convegno.
    • Ore 17,00 – 19,00 evoluzione del pensiero iridologico e lo stato attuale delle conoscenze: Iridologia psico-emotiva, iridologia spirituale e iridologia familiare. La coppia, cenni sulla genesi.
    • Ore 19,00 – 20,00  CONCERTO DI CITAR

    • SABATO 18 SETTEMBRE
    • Dr.  LUCIO  BIRELLO,   Dr.  DANIELE LO RITO
    • Ore 08,30 – 10,30   (BORDO DELLA CORONA)  INSPIRO – ESPIRO Legato al singolo e alla coppia.
    • Ore 10,30 – 13,00  I PRIMI SEI GRADINI
    • Ore 13,00 – 15,00  PRANZO
    • Ore 15,00 – 16,30   I SECONDI SEI GRADINI
    • Ore 16,30 – 16,50 Brea
    • Ore 16,50 – 18,00 Esercitazioni
    • Ore 18,10 – 19,10  MUSICA VENEZIANA

    • DOMENICA 19 SETTEMBRE
    • Dr.  DANIELE LO RITO, Dr.  LUCIO  BIRELLO
    • Ore 08.30 – 9,00   Presentazione del Iridologia Multidimensionale Software di CosmicIris
    • Ore 09,00 – 10,45 Esercitazioni sulla applicabilità del Metodo al singolo ed alla coppia
    • Ore 10,45 – 11.10 Break
    • Ore 11.10 – 13  Dibattito sull’evoluzione del pensiero e della ricerca in iridologia. Nuova interpretazione del decorso del bordo della corona, inspiro-espiro, legato ai dodici gradini evolutivi, applicata al singolo e alla coppia (complementarieta’- affinità). Eventuali proposte di percorso futuro.

    RELATORI :
    Dr.  DANIELE LO RITO;  Medico chirurgo, specialista ORL, Iridologo di fama internazionale, allievo del Dr. Rizzi, autore di numerosi libri di iridologia, si occupa di ricerca iridologica.
    Dr.  LUCIO  BIRELLO; Medico chirurgo, iridologo allievo del Dr. Rizzi, si occupa di ricerca in iridologia energetica e psico-emotiva. Docente in diverse scuole di Medicina Naturale.
    TONELLA DORO
    Presidente Naturaliter, Naturopata, ricercatrice effetti biologici inquinamento elettromagnetico e cibi irradiati

    SCHEDA D’ ISCRIZIONE

    Inviare via e-mail all’indirizzo
    segreteria@naturaliter.org

    Tel. 06 76910973

    QUOTA D’ ISCRIZIONE
    (Comprensiva delle attività satelliti
    e del materiale didattico)
    230,00  EURO

    DATI DEL PARTECIPANTE

    • COGNOME _________________________________________
    • NOME ____________________________________________
    • VIA N. ____________________________________________
    • CAP  ______________________________________________
    • CITTA’  __________________________________________
    • PROFESSIONE ______________________________________
    • TEL. _____________________________________________
    • CELLULARE ________________________________________
    • E-MAIL: _________________________________________

    INFORMAZIONI  GENERALI
    COME ARRIVARE A VENEZIA

    • IN AUTO : parcheggiare l’auto in uno dei due parcheggi di fronte alla stazione ferroviaria, poi in treno fino a Venezia S.Lucia
    • IN TRENO: assicurarsi che il treno arrivi a Venezia S.Lucia
    • IN AEREO : possono essere utilizzati gli aeroporti di Venezia M. Polo e di Treviso, comodamente collegati con Venezia

    COME ARRIVARE ALL’ISTITUTO FOSCARINI

    • A PIEDI : ( 15 min. circa ) usciti dalla stazione ferroviaria prendere a sin. Imboccare e percorrere la Lista di Spagna e poi la Strada Nova. Superata la chiesa di S. Felice girare a sin per la Calle Larga e poi Calle della Racchetta, che vi porterà in Fondamenta di S. Caterina
    • CON  I MEZZI PUBBLICI : Linea 52, direzione Murano. Scendere all’imbarcadero delle Fondamenta Nove e proseguire in direzione Chiesa dei Gesuiti e poi Fondamenta Zen, 2 minuti e si arriva

    PER IL SOGGIORNO :

    VACANZE IN FAMIGLIA

    Tel. 041 900385
    e-mail  info@vacanzeinfamiglia.it
    Conviene prenotare con largo anticipo !

    CONSIGLI
    Arrivate a Venezia con :
    scarpe comode, bagagli leggeri e nessuna fretta.

    Ritrovarsi con gli amici e con se stessi in una Venezia minore, lontano dai fasti di S. Marco e della città di rappresentanza, passeggiare lungo le fondamenta affascinati dal tremulo riflettersi sull’acqua dei sontuosi palazzi patrizi e delle umili case dei pescatori, respirare la venezianità più pura : emozioni che  predispongono il cuore e l’anima del viandante a riscoprire i veri valori dell’Uomo, a porsi quelle domande che da sempre accompagnano il divenire della razza umana. Il convegno sul programma di evoluzione spirituale impresso sull’iride vuole dare una risposta, anche se inevitabilmente incompleta, proprio a questi  bisogni profondi.
    Il riconoscere e decifrare  i messaggi scritti sul bordo della corona della propria iride farà provare all’allievo l’emozione di apprendere una tecnica in grado di indagare gli aspetti più profondi dell’essere umano, per poi trasferirla nella sua quotidianità, al servizio di quanti avvertono questo anelito nel profondo del cuore.