IRIDOLOGIA E PSICHE *1
L’iride desidera farsi osservare, scrutare e ammirare.
Quali segreti detiene nella sua dimensione di fisicità, di apparenza strutturale?
L’uomo può avere la possibilità di intuire, di decifrare i segni iridei nella dimensione
della psiche, dello stato emotivo di una persona?
Questo primo lavoro desidera porre le basi per una iridologia rivolta allo studio dello
stato emotivo, dello stato psichico di una persona.
Cercare di conoscere le aree deboli e quelle più forti, le modalità reattive di un
individuo al fine di collegare le emozioni con il sistema immunitario, con il sistema
nervoso e con il sistema endocrino per arrivare a formulare l’ipotesi della possibile
lettura della PNEI ( psiconeuroendocrinoimmunologia) a livello iridologico.
Nel titolo del volume abbiamo posto l’accento sulla eventuale differenza tra EPNEI e
PNEI.
Intendendo con:
- PNEI il termine psiconeuroendocrinoimmunologia,
- EPNEI il termine energopsiconeuroendocrinoimmunologia.
Quest’ultimo sta a significare l’esistenza di un’altra dimensione che interviene nello
stato di salute di una persona: il livello energetico. Esso si interfaccia con le altre
dimensioni della psiconeuroendocrinoimmunologia, dimostrando che una variazione
nello stato energetico si può riflettere sulla stato psichico, emozionale, immunologico
ed endocrino.
Nel primo volume introduciamo i significati dei segni iridologici, i valori degli
appiattimenti pupillari e della morfologia dell’OPI, le costituzioni, le diatesi e le
disposizioni.
Rimane affascinato colui che osserva dipanarsi sotto i propri occhi la verità del suo
esistere sulla terra e le modalità reattive che possono essere conscie o inconscie.
Questa metodica, di lettura iridologica, ci permette di comprendere le forze
emozionali che vengono messe in azione ogni volta che siamo testati dalla vita. Le
abitudini di risposta dovute alle esperienze che abbiamo fatto, quali modalità
utilizziamo più frequentemente e quale applichiamo con sistematicità al di là della
mutazione dello stimolo esterno.
Le indicazioni che troviamo all’interno del libro ci permettono come genitori di
conoscere le propensioni dei nostri figli, quali sono le migliori metodiche educative e
di apprendimento. Per gli insegnanti, tutto ciò che sarà descritto, sarà uno strumento
eccezionale per applicare la didattica all’individuo a seconda che appartenga a un
biotipo oppure a un altro.
Coloro che si interessano di psicologia trarranno dalla lettura iridologica quegli
elementi indispensabili per una corretta visione d’insieme, a volte questa potrà
suggerirci delle aree di conflittualità vissute o dei traumi passati che hanno influito in
modo decisivo sulla vita attuale.
*1 Tratto dal Libro di IRIDOLOGIA E PSICHE -VOL 1° del Dr. Daniele Lo Rito
A questo primo testo farà seguito a breve un secondo volume che riguarderà gli
aspetti psichici relativi ad ogni organo, dove saranno analizzati i risvolti positivi e
negativi che ogni viscere esprime nella sua funzione esistenziale.
Chiedo scusa di cuore per le imperfezioni e gli eventuali errori presenti nel testo,
sperando di fare meglio nelle prossime edizioni.
La facile consultazione del testo ci permetterà di intraprendere un cammino di
coscienza sulle proprie attitudini, sulle proprie forze reattive, sulle virtù non ancora
espresse.
Auguro ad ognuno di trovare la saggezza del proprio esistere per proseguire sul
sentiero intrapreso.
N.B: le descrizioni psicologiche presenti nel testo devono esse prese come spunto
per un confronto e per un dialogo con il paziente, non possono essere utilizzate e
applicate direttamente nella pretesa che l’individuo sia come descritto nel testo.
Per fortuna l’uomo è frutto della sua storia e dell’educazione che ha ricevuto,
per cui ognuno è un individuo a se stante. Le descrizioni devono essere
modellate come un vestito fatto su misura sul corpo umano individuale, questo
attraverso il confronto, il dialogo e la verifica.
Le disposizioni iridologiche e la psiche
Ulteriori informazioni sul piano psichico-emotivo possono essere ricavate dallo
studio della disposizione delle fibre connettivali che formano la struttura di sostegno
dell’iride.
Secondo gli insegnamenti di Hauser, Karl, Stoltz per la parte fisica e gli ampliamenti
nel campo psico-emotivo apportati dal Dr. Lucio Birello, possiamo studiare le
caratteristiche genetiche di un individuo utilizzando tre segni iridologici : il colore di
fondo dell’iride, la disposizione delle fibre connettivali e la presenza di strutture
pigmentate che si sovrappongono al colore di fondo.
Le costituzioni, legate al colore di fondo sono tre : ematogena, linfatica e mista.
Le disposizioni sono cinque, sono definite dall’andamento spaziale delle fibre
connettivali e vengono indicate con i nomi: neurogena, connettivale debole,
vegetativo-spastica, tubercolinica e ghiandolare debole.
Le diatesi vengono identificate dalle strutture pigmentate presenti sull’iride e sono
cinque : essudativa(idrogenoide), iperacida (urica), lipidica, discrasica ed allergica.
Disposizione neurogena.
Le fibre connettivali si presentano molto tese, “sparate”, l’impressione che ne deriva
è quella di un repentino raddrizzamento determinato da una scossa elettrica (come nei
fumetti, quando un personaggio è colpito da una scarica elettrica ed i capelli
diventano tutti diritti).
L’informazione che ne ricaviamo è di una persona dove domina la funzione del
pensiero.
Si tratta di soggetti che pensano molto, che mediano tutto (anche i sentimenti) con il
pensiero, hanno ottime capacità di apprendimento, di memoria.
In base al loro livello di evoluzione possono essere degli intellettuali, dei filosofi, dei
dirigenti di valore, ma anche semplicemente delle persone che rimuginano sempre gli
stessi pensieri, che non riescono a staccare “la spina “ e che rendono qualsiasi
avvenimento semplice della vita un caso da valutare “attentamente”.
Queste caratteristiche predispongono il soggetto a disturbi legati alla difficoltà di
modulare l’attività mentale, come ad esempio l’insonnia ( in fase iper ), le difficoltà
di concentrazione e di memoria (in fase ipo ). Queste ultime manifestazioni saranno
vissute in modo “drammatico”: il neurogeno si sentirà finito, lui che non aveva
nessuna difficoltà a ricordare tutto ora non memorizza nemmeno il numero di
telefono dell’amico. Accanto ad un esaurimento mentale, legato ad un degrado della
funzione, facilmente si instaura un esaurimento psichico determinato proprio dalla
sensazione di crollo delle doti personali.
Questi sintomi tendono poi ad evolvere rapidamente proprio perché il neurogeno ci
pensa sempre.
Da un punto di vista energetico in queste condizioni si ha un eccessivo consumo di
energia, a livello cerebrale. Dobbiamo quindi cercare l’equilibrio favorendo un
rinforzo dell’energia in basso, a livello di arti inferiori. In questi soggetti diventano
molto utili le passeggiate (magari a piedi scalzi ), il ballo libero da schemi (attenzione
a non consigliare danze che richiedano passi precisi, altrimenti il neurogeno ci pensa
continuamente anche mentre balla ), il massaggio zonale del piede, in pratica tutto ciò
che stimola la parte inferiore del corpo.

D. Neurogena
Disposizione vegetativo spastica ( D. Tetanica).
Iridologicamente è definita dalla presenza di anelli tetanici (di contrazione) e di raggi
solari.
Questo aspetto ci informa che nel soggetto esaminato esiste un forte utilizzo dei sali
minerali, in particolare di oligoelementi. Si possono presentare sintomi di tipo
spastico, crampoide, quali: cefalee, dismenorree, coliti, crampi muscolari, coliche
renali o biliari (in assenza di calcoli), spasmi coronarici a coronarie integre, spasmi
laringei. Altro sintomo frequente è la stanchezza specialmente dopo la perdita di
liquidi organici come: le sudorazioni profuse, le mestruazioni, l’uso di diuretici, le
diarree, le pratiche di sudorazioni ( bagni turchi, saune, grotte termali ).
Al di là degli aspetti fisici, per il nostro studio è interessante rilevare che questi
soggetti sono particolarmente eccitabili, si trovano in un costante stato di iper-estesia
e tendono ad amplificare tutti i segnali che dagli organi di senso vengono inviati al
sistema nervoso centrale.
In queste situazioni diventa molto utile la somministrazione di magnesio, associato ad
altri oligoelementi eventualmente suggeriti dalle caratteristiche iridologiche.
Quello che descriveremo ora sarà una visone della disposizione vegetativo-spastica
un po’ forte e legata alla presenza di molti segni come le radiali e gli archi di
cerchio, anche se nel mondo moderno sia facile trovare dei segni di tale disposizione.
È un soggetto che si ritrae con facilità di fronte al mondo, a volte uno stimolo inerte
diventa fonte di ritrosia e di isolamento anche nei rapporti con il mondo esterno. Non
è mai completamente aperto, se a una festa una persona appena conosciuta gli tocca
il braccio o la spalla la sua reazione sarà quella di scostarsi con un’espressione di
fastidio. Non è una persona espansiva che usa il tatto e il contatto per comunicare.
Sta molto bene nella sua condizione e a volte gli da fastidio che la gente vada a casa
sua per aiutarla nei momenti di necessità. Ha soltanto bisogno di condividere le sue
emozioni con l’amico o l’amica del cuore, solo a coloro che dopo tanta fatica sono
riusciti a entrare in empatia profonda con il suo animo.
Queste persone sono selettive nelle loro amicizie e difficilmente danno confidenza,
qualora abbiano concesso l’amicizia questa non sarà più tolta, anzi potrà divenire
asfissiante e dipendente.
Nella loro apparente tranquillità, non danno segni di un pericolo di reattività in
quanto riescono a trattenere e a sopportare ogni evento. Improvvisamente possono
esplodere con una forza e veemenza inaudita, si rimane sorpresi da tutto ciò in
quanto lo stimolo che ha fatto scattare questa risposta è stato minimo e insignificante,
a volte non collegato con la modalità espressiva. L’uomo si sente inondato da una
miriade di accuse, iniziando da quando era giovane fino ad oggi, quasi fosse un film
di errori mai dimenticati. Avvenimenti di venti anni fa riemergono con nuova vigoria
e sono descritti in un modo così lucido che sembrano essere accaduti ieri.

D. Vegetativo-Spastica
Disposizione tubercolinica.
La caratteristica iridologica è la presenza di fibre ondulate, disposte in modo
ordinato, dette a “capelli pettinati”.
Questo segno ci fornisce informazioni su tre piani : fisico, psico-emotivo ed
energetico.
Sul piano fisico sono individui che hanno il sistema di disintossicazione legato al
fegato e all’apparato respiratorio funzionalmente deboli. Vengono anche definiti
ossigenoidi, per il grande bisogno che hanno di aria pura, di ossigeno.
Sul piano energetico in questi soggetti è carente l’energia di riserva, cioè quella quota
di energia che permette di sostenere uno sforzo prolungato. Non mancano quindi di
energia prontamente disponibile, ma di resistenza nel tempo.
Sul piano psico-emotivo è caratteristica la triade: l’insoddisfazione, la ricerca e
l’estetica. Da un punto di vista comportamentale il tubercolinico non è mai contento,
ricerca sempre nuove emozioni, nuove sensazioni, nuove conoscenze, nuovi
ambienti. Soprattutto è una persona che ricerca emozioni nuove, che, in rapporto al
grado di evoluzione del soggetto, possono essere di tipo estetico, quali la musica, la
poesia, l’arte in genere, il piacere del bello, oppure la droga, l’alcool.
Osserviamo la dominanza della seguente funzione psichica: la sensazione.
Simbolicamente le sue fibre sono più lunghe dello spazio che hanno a disposizione
per cui sono costrette ad ondularsi, in modo esteticamente gradevole. Sono come
molle pronte a scattare.
I capelli pettinati ci indicano quindi, una persona che ama l’estetica, il bello, la
musica, la pittura e non si interessa molto del modo di vivere, di nutrirsi, di vestire.
Da evidenziare pertanto che tale termine, da un punto di vista iridologico, non ha
nulla a che vedere con la malattia della tubercolosi.
Nel tubercolinico la midriasi è un segno di potenziamento delle sue caratteristiche
psichiche, mentre una miosi diventerebbe un fattore di compenso perché lo riporta
verso la terra.

D. Tubercolinica
Disposizione connettivale debole.
Le caratteristiche dello stroma dell’iride: alterazione spaziale delle fibrille
connettivali, zone di addensamento e zone di scarsità di fibre(fibre diradate).
Lacune multiple, con il bordo della corona che diventa difficile da evidenziare.
Lacune più evidenti in sede: addome, area genito-urinaria, colonna vertebrale.
Il bordo ciliare più scuro e con densità delle fibre più deboli.
Queste persone si sentono a volte molto stanche e deboli con poco desiderio da fare,
per poter rendere nella vita devono essere sostenute da qualcuno che le sproni a fare,
ad agire, oppure da un ideale in cui credono fermamente. Allora si sentono sorretti,
motivati, carichi di aspettative per cui decidono di agire e nei momenti di debolezza
si ricaricano attraverso il meccanismo del sostegno.
L’alternanza di tralci fibrosi compatti che ci indicano un temperamento forte, tenace e
inflessibile con delle aree di stroma debole indice di insicurezza e indecisione
descrivono la possibile polarità di questa disposizione.
Sotto stress il corpo umano vacilla e si sentono i scricchiolii sull’edificio, la
reazione potrebbe essere quella di un attacco di panico e la relativa fuga, oppure la
paralisi reattiva. Se siamo delle persone reattive, con la presenza di molti tralci
fibrosi, la risposta sarà esplosiva, violenta, inaspettata e le persone ci guarderanno
con lo sguardo sbalordito. Non ci hanno mai visto reagire in quel modo, quindi
dobbiamo fare molto attenzione a non avere delle situazioni troppo stressanti.

D. Connettivale Debole
Disposizione ghiandolare debole.
Le caratteristiche dello stroma dell’iride: la struttura è normale fino ad essere
compatta, tipica è la presenza di numerose lacune intorno al bordo della corona.
Queste lacune si posizionano nella sede di proiezione delle ghiandole endocrine:
ipotalamo, ipofisi, epifisi, tiroide, timo, surrene, ovaio, testicolo, pancreas. In
generale possiamo parlare di una disposizione ghiandolare debole solo quando tutte
o quasi tutte le ghiandole endocrine presentano un segno di interessamento.
La corona può essere allargata e leggermente più scura.
Queste persone possono avere una difficoltà nella comunicazione interiore, nel
percepire i messaggi interni con precisione e dare la giusta risposta. Possiamo
definire l’esistenza di una incoordinazione informativa, per cui l’individuo non
riesce a percepire l’unità del suo essere, ogni parte ghiandolare di sé dà una risposta,
osservando i suoi tempi, a prescindere dall’armonia ricercata dal direttore di
orchestra. Questo può creare una indecisione e una titubanza, un’anarchia nelle
risposte, un’inadeguatezza e il sentirsi fuori ritmo. La risposta sembra sempre fuori
tempo e luogo o si esprime prima o dopo, mai nel momento giusto della richiesta. A
lungo andare l’essere umano può ritirarsi dall’espressione ed isolarsi, non desiderare
comunicare con sé medesimo e con il mondo.
Si vieta di riconoscere le istanze interiori e i suoi aneliti, allora può essere spinto a
comportarsi come il mondo esterno lo desidera e non come è di sua natura.
Si comporta secondo le regole e i principi che provengono dall’educazione e dalla
società, dalla famiglia, dal lavoro, dalle abitudini.
Se non è capace di dare queste risposte in modo sincrono e adeguato, la scelta finale
sarà quella di non rispondere neppure agli impulsi esteriori, preferendo l’isolamento
sociale.

D. Ghiandolare debole
L’articolo è tratto dalla dispensa : IRIDOLOGIA E PSICHE VOL 1° Dr. Daniele Lo Rito
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