Venice Iridology congress in venice September 2010
Daniele Lo Rito, MD
Lucio Birello, MD
CosmicIris multidimensional iridology software

Venice Iridology congress in venice September 2010
Daniele Lo Rito, MD
Lucio Birello, MD
CosmicIris multidimensional iridology software


CosmicIris Mission is developing the most innovative, user friendly, and advanced graphic software for Multidimensional Iridology Analysis worldwide.
Developed by the CosmicIris Ltd. owned by Dr. Daniele Lo Rito MD, Iris Gayer and Hagit Badash. A cooperation of experts in the field of Iridology and software development; and partnerships with Bernard Jensen International, Grand Medicine (Sclerology) among other researches in the field of Iridology. The Multidimensional Iridology Software of CosmicIris is a module based system that allow each Iridologist to build up his own system based on most used modules/research in his practice. Multidimensional information is presented in a high level graphic system in one screen to allow most efficient and fast analysis. Powerful database holds all the information of your clinic, clients and images. Report tool using Microsoft Word is available for producing elegant and informative reports for your clients, with updates ability. The software is now available in several languages: English, Italian, Hebrew and Portuguese. The software is used all over the world: Italy, Israel, USA, Canada, Netherlands, Brazil among others countries.
New SW modules to be released during 2010:
- Sclerology module
Developed in cooperation with Dr. Leonard Mehlmauer of Grand Medicine Research.
- Classic IPB module
Research by Dr. Lo Rito, MD
- IPB & Space Risk module including spinal cord map
Research by Dr. Lo Rito, MD ?

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso l’Università di Padova.
Inizia lo studio dell’iridologia nel 1984 seguendo i corsi del Dr. Siegfried Rizz a Laces ( Bz ).
Nel 1991 diventa Vice-Presidente dell’ Associazione Iridologica Italiana, carica che ancora ricopre.
Ha iniziato ad insegnare iridologia nel 1994 per l’Associazione Iridologica e successivamente per numerose altre scuole di Medicina Naturale ( IMN di Urbino, SIMO di Milano, Scuola Superiore di Naturopatia di Genova, Corso di Medicina Biointegrata all’Università di Chieti, Corso di Medicina Naturale all’Università spagnola di Barcellona ) e Associazioni Culturali ( Naturaliter di Roma, Fili d’Erba di Castelnuovo Berardenga, Università Popolari ).
Entra nel campo della ricerca iridologica subito dopo la scomparsa del Dr. Rizzi iniziando lo studio delle correlazioni fra Medicina Tradizionale Cinese e Iridologia. Da allora ha sviluppato diversi argomenti di iridologia psico-emotiva ed energetica ed ultimamente collabora con il Dr. Daniele Lo Rito nello sviluppo dell’iridologia Spirituale applicata al singolo ed alla coppia.
Sommario dei lavori in Iridologia:
- Iridologia e MTC : studio dello Yin e Yang presenti, dei meridiani che trasportano lo Yin e lo Yang, delle 5 logge energetiche, dei 5 assi di equilibrio, dei sistemi di acquisizione delle energie. – Iridologia psico-emotiva, sviluppando un precedente lavoro del Dr. Daniele Lo Rito : studio delle energie che nutrono l’Es e gratificano il Super-ego ( influenza dell’educazione, della religione, del piacere e delle energie ambientali nell’equilibrio del soggetto ) – Iridologia ed Integrazione del Sé : studio dei grossi vasi sclerali in relazione ad un perturbato sviluppo della personalità, legato ad esperienze negative vissute nei vari periodi di passaggio ed evoluzione, secondo la teoria sui cicli della vita dello psicoanalista statunitense di origine tedesca Erik Erikson. – Con la collaborazione del Dr. Daniele Lo Rito ha presentato al convegno di Venezia del 2007 uno schema interpretativo positivo dei segni iridologici che ha posto le basi per una iridologia terapeutica e non più solo diagnostica – Sempre al convegno del 2007 ha esposto il tema : iridologia e studio del progetto personale. Questo lavoro ha come finalità il comprendere qual è il vero scopo dell’esistenza di una persona al fine di liberarlo ai condizionamenti derivanti dall’ambiente in cui vive. Innovativo il fatto che il segno assume un suo significato, oltre che dalla zona in cui compare, anche in rapporto alla distanza che lo separa dal centro della pupilla. E’ l’inizio dell’iridologia che studia i messaggi profondi contenuti in ogni essere umano, messaggi che sono alla base del progetto esistenziale di quell’essere vivente. – Evoluzione del precedente lavoro è lo studio delle emotività superiori, legate alle strutture tipicamente umane che permettono l’evoluzione spirituale. E’ il decorso del bordo corona che ci fornisce queste informazioni. Gli slargamenti ed i restringimenti del bordo ci fanno capire se predominano forze emotive di espansione verso l’ambiente o verso la propria interiorità. Si ricollega anche all’iridologia psico-energetica. – La collaborazione con l’iridologo Alessandro Bisetto ha portato all’interpretazione dei chakra sull’iride. Alterazioni dell’OPI e segni iridologici sull’asse 12-6 sono gli aspetti dell’iride che vengono presi in considerazione. – Ampliando un lavoro precedente di Monica Puccetti e Daniele Lo Rito, lo studio iridologico è stato spinto all’individuazione dei “ Guardiani della Soglia “ attivi in un determinato soggetto . Tali guardiani sono delle energie che contrastano il passaggio ad un piano più evoluto. – nel 2007 inizia la presentazione dell’iridologia di coppia ( Corso di Iridologia avanzata alla Settimana Iridologica di Coldrano, organizzata dall’Associazione Iridologica Italiana ) e proposta come corso completo per la prima volta nella primavera del 2009 a Roma, presso l’Associazione Naturaliter. Tale capitolo dell’iridologia è finalizzato alla formazione di iridologi in grado di aiutare le coppie in crisi attraverso la scoperta delle finalità superiori, delle caratteristiche pulsionali, dei bisogni profondi dei singoli componenti della coppia. Di conseguenza sarà poi la comprensione ed il rispetto della struttura del partner che fungerà da nuovo collante di coppia. – sempre nel 2008 riordina le conoscenze sui corpi sottili e propone l’argomento : “Disintossicazione dei corpi sottili, come depurare la nostra struttura energo-psico-emotiva “. – Attualmente la ricerca si sta inoltrando, con risultati incoraggianti, nel campo della genetica spirituale, alla ricerca ed alla conoscenza dei propri “ Genitori Celesti “. – Progetti ormai realizzati, ma non ancora presentati ufficialmente, riguardano l’iridologia professionale e lo studio delle sei logge energetiche ( evoluzione della teoria delle 5 logge energetiche secondo la Medicina Tradizionale Cinese ). – A settembre, al convegno di Venezia, collaborerà con il Dr. Daniele Lo Rito nella presentazione dell’Iridologia Spirituale del singolo e della coppia, metodo applicativo della Iridologia Spirituale del Dr. Lo Rito.

L’iridologia e l’ayurveda nell’iride i Dosha
Federica Zanoni – Dr. Daniele Lo Rito
Sommario
La domanda centrale a cui si è cercato di dare risposta attraverso questo lavoro di ricerca è stata:
“E’ possibile rilevare la costituzione ayurvedica di un soggetto attraverso l’analisi iridologica?” [1]
Il lavoro che è stato svolto ha affrontato e sviluppato un’ipotesi di integrazione tra le due discipline ed a questo scopo sono stati elaborati dei questionari per la rilevazione della costituzione ayurvedica e stilate delle mappe iridologiche sperimentali. Non solo è stato possibile caratterizzare ed identificare gli organi riflessi nell’iride in base al criterio della sede dei tre Dosha ayurvedici (Vata, Pitta e Kapha), ma anche attribuire loro una collocazione nell’ambito dello sviluppo embrionale e della debolezza spaziale in Iridologia. I soggetti presi in esame sono stati 34. Per 27 tra loro (79.41%) si è verificata la coincidenza tra Dosha emerso come dominante dalla compilazione dei questionari somministrati e Dosha prevalente a seguito dell’ analisi iridologica.
La possibilità di rilevare la costituzione ayurvedica dall’iride, o comunque il Dosha che tenderà a sbilanciarsi per primo e contemporaneamente individuare l’organo in situazione di deficit, debolezza, iperfunzionalità, può offrire interessanti opportunità per la prevenzione e per un approccio di trattamento integrati. [2] Non solo è stato possibile identificare gli organi riflessi nell’iride in base al criterio della sede dei tre Dosha (VPK), ma anche dare ai Dosha ayurvedici una collocazione iridologica nell’ambito dello sviluppo embrionale (corona) e della debolezza spaziale (orlo pupillare interno). [3] Si tratta di una proposta suffragata da una indagine relativa ad un ambito particolare, ossia il possibile collegamento tra due discipline, in questo caso Iridologia e Ayurveda. Tale collegamento vede l’iride e la sua indagine in primo piano per cercare e trovare in essa i fondamenti, le tracce della presenza di una medicina antica colma di saggezza e di equilibrio. Ancora una volta l’iride ha forse rappresentato il tramite per riportare gli uomini al loro innato patrimonio di conoscenza. E’ possibile, e questa è stata la curiosità e quindi l’ipotesi di ricerca, determinare la predominanza o la tendenza verso una delle tre costituzioni ayurvediche avendo come punto di partenza l’iride e di conseguenza possedere immediati strumenti di catalogazione e strategie di trattamento? Ed in presenza di una determinata costituzione ayurvedica che possibilità ci sono di rilevarla anche nell’iride? Il primo passo è stato prendere in considerazione le mappe topografiche iridee.
Le mappe iridologiche: le basi del lavoro Per poter lavorare a questa ipotesi, è stato fondamentale il grande lavoro svolto precedentemente in ambito iridologico. Sono state utilizzate le mappe iridologiche esistenti e sulla loro base si è proceduto all’elaborazione delle mappe iridologiche sperimentali per la localizzazione dei Dosha. Due di tali mappe, la mappa iridologica rappresentante l’embriogenesi in iridologia e quella relativa allo spaziorischio sono relativamente recenti. Mappa iridologica fisica-organica. Negli ultimi cento anni sono state tracciate un centinaio di mappe iridologiche che, nonostante le differenze, presentano delle sostanziali uniformità. Una mappa iridologica molto diffusa e adottata è quella di Bernard Jensen oltre a quella di Siegfried Rizzi, quest’ultima per la sua semplicità ed essenzialità e per alcuni caratteri innovativi in essa contenuti. La mappa iridologica fisica-organica inserita nel contesto di questa ricerca è tratta da : Manuale di Iridologia di base, (D.Lo Rito, L.Birello, Xenia edizioni, 2004) ed è stata tracciata attraverso una ricerca a raccolta minuziosa di varie informazioni topografiche da parte degli autori, per dare luogo ad una topografia iridologica che fosse organica e unitaria. Sono stati considerati gli organi più comuni e le sedi riflessologiche più importanti secondo le varie scuole di Iridologia. Continuano a sussistere delle divergenze, fra i vari autori circa la localizzazione di alcuni organi nell’iride. Nonostante questo, si può concludere che a tutt’oggi circa l’80% dei segni corrispondono, mentre il 20% è ancora ambito di discussione. La topografia iridologica con le relative corrispondenze: funzioni, organi, apparati, è stata messa a punto dai vari autori in base alle proprie osservazioni e ai principi generali intuiti o ricavati per induzione da alcune osservazioni e poi sottoposte a verifica secondo il procedimento scientifico. L’iride è stata idealmente suddivisa in settori ed anelli dando così luogo ad una topografia settoriale e ad una topografia anulare. La prima illustra la localizzazione riflessa degli organi, la seconda mette in maggiore evidenza funzioni ed apparati. La mappa iridologica relativa alle aree di debolezza embriologica e la mappa iridologica relativa allo spaziorischio sono frutto di importanti lavori di ricerca svolti dal Dr. Daniele Lo Rito, noto ricercatore in ambito iridologico e relatore della presente ricerca.
La mappa embrio-genetica iridea. [4] Per quanto riguarda le aree di debolezza embriologica, e quindi i recenti studi sull’ embriologia in Iridologia, va precisato che la possibilità di prendere in considerazione lo sviluppo embrionale a livello iridologico è nata da quella che viene definita iride silente, ossia l’iride che apparentemente non manifesta i segni della patologia organica. Si trattava di indagare oltre il livello del bordo della corona (tempo) e orlo pupillare interno (spazio) ed a questo fine è stata presa in esame l’area gastrointestinale (area pupillare o corona). Se il gene dello spazio si localizza sulla notocorda embrionale, base dello sviluppo della colonna vertebrale che nell’iride è situata a livello dell’orlo pupillare interno, a livello della corona troveremo gli organi embrionali nel loro nascere. E’ l’embrione e il suo sviluppo che rappresentano il “prima”, il campo da indagare quando l’iride sembra non rispondere alle nostre domande. L’area della corona può presentare vari segni e grazie a questi studi essi hanno assunto un significato nuovo. Estroflessioni del bordo della corona e alterazioni della trama dell’area pupillare stessa sono in grado di comunicare, in associazione, le nostre aree deboli durante lo sviluppo embrionale. La corona riflette a livello irideo l’apparato gastrointestinale e nello sviluppo dell’uomo è fondamentale l’intestino, in quanto secondo degli studi precedenti, gli organi umani si possono rappresentare come i frutti di un processo di gemmazione dell’intestino primitivo. Tale ipotesti riguardava la possibilità di evidenziare le alterazioni del bordo della corona e i relativi segni iridei collocati sul versante della corona proprio in base all’assunto di base che molti organi nascono dall’intestino primitivo. [5] Le ricerche relative alle aree di debolezza embriologica riscontrabili nell’iride sono approdate alla elaborazione di una topografia embriogenetica iridea che ha proiettato l’intero organismo a livello della corona. In questa sede di conseguenza si possono rintracciare delle informazioni riguardo allo sviluppo embrionale di organi e apparati. Tale proiezione (valida sia per l’iride destra che per l’iride sinistra) vede la testa dell’embrione a livello inferiore (ventrale) dell’iride e i singoli organi troveranno la loro sede secondo un ordine orario. Partendo da questa collocazione sono state prese in considerazione le aree che hanno dimostrato la maggiore corrispondenza tra segni e debolezza dell’organo e non quelle che si sono rivelate dubbie e di difficoltosa lettura. L’esempio può essere quello di una debolezza della trama, della presenza di una lacuna, di un difetto o di una discromia a 320° a livello della parte periferica della corona. Si tratta della localizzazione a livello embrionale dell’area cardiaca e questi segni possono indicarci un ipotetico danno nello sviluppo embrionale del cuore. Questo cosa può darci? Con l’embriogenesi possiamo cogliere l’influsso informativo vibratorio che viene tramandato secondo la linea paterna e materna, e ciò è identificabile attraverso le caratteristiche funzionali e organiche del corpo, nella predisposizione ad ammalarsi in un certo modo piuttosto che in un altro e così via. Questo ipotetico individuo avrà sempre in sé nel bene e nel male qualcosa della propria madre e del proprio padre, che non si riscontreranno solo nel colore degli occhi o in altre caratteristiche fisiche, ma anche in un sorta di tossicità materna o paterna che si manifesterà attraverso una debolezza organica durante lo sviluppo embrionale . Si tratta di una ereditarietà biologica di sviluppo. Se a livello irideo possiamo conoscere (e riconoscere) aree deboli embriologiche, le strategie preventive potranno di conseguenza essere molto più mirate ed efficaci. In questo senso si può cogliere l’attinenza con la disciplina ayurvedica, per la quale i punti in cui si accumulano i Dosha in eccesso sono anche ereditati come debolezza asintomatica dei tessuti che deriva dalla memoria cellulare delle malattie dei genitori e dei nonni. La costituzione base di ogni individuo è determinata durante il concepimento. Al momento della fecondazione la singola unità maschile, lo spermatozoo, si unisce al singolo elemento femminile, l’ovulo e durante questa unione la costituzione dell’individuo è determinata dalle permutazioni e dalle combinazioni di aria, fuoco e acqua corporei che si manifestano nei corpi dei genitori. La mappa iridologica relativa allo spaziorischio. In questo studio è stata proposta l’elaborazione di una mappa iridologia particolare che vede collocato nell’iride lo spazio relativo al corpo umano. La lettura dello spazio è stata la conseguenza della scoperta del tempo e della sua capacità di venire letto sul bordo della corona. Al primo passo costituito dalla possibilità di individuare nell’iride il momento in cui si è verificato un trauma nella vita di un individuo (cronorischio), [6] ne è seguito quindi un altro che permettesse di collocare l’uomo e le sue possibili patologie nel gioco della dimensione : tempo-spazio. L’uomo occupa una dimensione temporale nella sua esistenza, ma occupa anche uno spazio ed infatti ogni volta che un essere umano muore, lascia il suo spazio. Lo spazio che è venuto in considerazione è quello del luogo in cui ogni organo prende posizione instaurando il suo legame con la malattia e con lo stato psicologico che l’accompagna. La malattia, o meglio l’organo malato, ci rende consapevoli della sua esistenza e del suo spazio nel momento in cui ci crea dolore. Quando la nostra salute è in equilibrio, regna l’armonia e una non dimensionalità spazio-temporale. Tutto è tranquillo. Ma questa situazione può rompersi più o meno improvvisamente e farci avvertire la dimensione spaziale. Si definisce spaziorischio una condizione potenziale o attuale di maggior pericolo per la salute a seguito del verificarsi di anomalie nella spazialità corporea. L’orlo pupillare interno ci dà la possibilità di leggere il nostro spaziorischio. Per poter essere esaminato in relazione al concetto di spaziorischio, l’opi (orlo pupillare interno) è stato diviso in 26 spazi che corrispondono ai 26 elementi anatomici della colonna vertebrale; in ogni spazio è stato localizzato un organo fisico ed un organo emozionale. Tramite questa metodologia è possibile individuare le aree spaziali deboli (rilevando eventuali anomalie e deformazioni dell’orlo pupillare interno) e verificare se si siano attivate oppure no. In caso di non attivazione si potrà instaurare una strategia di prevenzione al fine di evitare l’insorgenza della malattia.
I Dosha Ayurvedici e i criteri seguiti per la loro collocazione nell’irise. Le mappe iridologivhe sperimentali Per potere sostenere l’ipotesi della possibilità di individuare nell’iride il Dosha prevalente di un soggetto, è stato necessario innanzitutto procedere alla sua identificazione secondo quello che è il metodo indicato dalla maggiore e più approfondita manualistica presente in questo ambito. Si è precisato più volte lungo il lavoro, che una visita approfondita da parte di un medico od operatore ayurvedico non può essere sostituita dalla compilazione di un questionario, ma tale modalità di indagine è comunque prevista, seguita e proposta dagli autori più esperti e qualificati a tutti gli amanti di questa disciplina. Cosa sono i Dosha? In medicina ayurvedica la costituzione è detta Prakruti ( pra= origine ; kruti= azione) ossia flusso dell’azione. Il flusso dell’azione si manifesta in tre modalità diverse che corrispondono ai tre Dosha. I tre Dosha sono le tre energie risultanti dalla diversa combinazione dei cinque elementi: aria, etere, fuoco, acqua e terra. Tutta la materia è formata dai cinque elementi, mattoni dell’esistenza ed i tre Dosha sono le forze che controllano i processi biologici. Il termine Dosha in realtà significa : ciò che oscura, ciò che causa decadimento delle cose, difetto, alterazione, danno. Con questo si intende che in una condizione di squilibrio i Dosha sono le forze responsabili del processo di malattia. Ci si può chiedere perché l’Ayurveda attribuisca una connotazione negativa alle energie che governano il corpo, definendole difetti. Ciò nasce dall’osservazione che i Dosha tendono facilmente a scompensarsi causando disturbo o malattia. [7] Tutte le funzioni fisiche sono governate dalle tre energie vitali o tridosha. VPK (Vata, Pitta e Kapha) mantengono l’integrità di tutto il corpo, organizzano e regolano le funzioni omeostatiche, organiche, fisiologiche e governano l’intera struttura fisica e i processi mentali. Sono gli intermediari tra il mondo esterno (alimenti, dieta, stagioni, routine quotidiana, stile di vita) e i tessuti, l’insieme degli organi e le funzioni dell’organismo. Connotare i Dosha come malattie ha a che vedere con il fatto che essi nella loro qualità di intermediari protettori possono essere temporaneamente disgregati, squilibrati, indeboliti, alterati. La variazione del grado di tali energie dà luogo alla grande varietà degli individui sia fisiologicamente che psicologicamente. L’energia che prevale o che ha una semplice tendenza a prevalere dà la natura, la personalità e il tipo di psicologia caratteristici, la suscettibilità dell’individuo alle varie malattie, l’immunità generale del corpo, la risposta ad una data terapia. [8] Saper usare l’Ayurveda per mantenere il benessere e la vitalità significa prima di tutto conoscere il proprio tipo di costituzione , ossia l’originale combinazione di VPK (Vata, Pitta, Kapha) nel corpo. Vata: dall’elemento etere e aria si manifesta nel corpo il principio corporeo dell’aria Vata. In genere le caratteristiche di Vata tendono ad essere estreme, irregolari, piccole, leggere di peso, secche e responsabili del moto sia del corpo che della mente. E’ l’individuo ossuto, con vene sporgenti e pochi muscoli, pelle secca. Può essere soggetto a spasmi e rigidità muscolari. Gli attribuiti di Vata sono : non untuoso, leggero, mobile, rapido, freddo, ruvido, secco. Presiede principalmente alle funzioni nervose ed è l’energia che fornisce il movimento a tutti i processi dell’organismo. Il rispetto di una routine il più possibile costante è estremamente utile per aiutare le persone con predominanza Vata a incanalare efficacemente questa energia altrimenti destabilizzante o addirittura devastante. Pitta: gli elementi fuoco e acqua si manifestano nel corpo come principio del fuoco chiamato Pitta. Le caratteristiche sono nella media, ma acute, rapide, leggere. Pitta è calore, metabolismo, trasformazione. Governa la digestione e la trasformazione, siano esse di cibo o di idee e rappresenta il calore corporeo, la temperatura, la percezione, la comprensione, la fame, la sete, l’intelligenza, la rabbia, l’odio. Prevale nel sistema digerente, in particolare nell’intestino tenue e nel fegato. I tipi Pitta presentano corporatura e altezza nella media. Sono dei leaders naturali, ma tendono a essere gelosi e ipercritici. Pitta in eccesso provoca agitazione e irritazione che può evolvere in aggressività. Kapha: gli elementi della terra e dell’acqua si manifestano come l’umore corporeo acquoso conosciuto come Kapha. Ha qualità grandi, pesanti, lente. Kapha funge da lubrificante e da isolante, elimina le secrezioni, protegge i sensi, la mente, i nervi. Le qualità di Kapha sono : oleoso, freddo, pesante, stabile, viscido, liscio, molle. Prevale nella parte superiore del corpo, nei polmoni, nella testa. I tipi Kapha hanno un fisico robusto e ben proporzionato che tende ad aumentare di peso e possono soffrire di ritenzione di liquidi. I tipi Kapha sono pazienti, comprensivi e tolleranti, ma in reazione allo stress possono sviluppare avidità, possessività e gelosia. Tutto ciò che fa parte dell’ambiente in cui viviamo è composto di Dosha che interagiscono con i nostri Dosha personali. Siamo infatti influenzati da tutto quello che avviene nell’universo, di cui siamo parte integrante, che ne siamo consapevoli o no. E’ importante rendersi conto che i Dosha nel nostro organismo cambiano in continuazione, a causa dell’ambiente e dello stile di vita. La costituzione è determinata al momento del concepimento, segnata dalle permutazioni e dalle combinazioni di aria, fuoco, acqua corporei che si manifestano nei corpi dei genitori. Tale combinazione rimane costante durante tutto il corso della vita, così come geneticamente determinata, però si possono verificare delle continue trasformazioni fisiopatologiche nel corpo umano in risposta ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente. E’ intuitivo a questo punto quanto possa essere importante avere la possibilità di leggere attraverso l’iride quale possa essere l’energia vitale più soggetta ad un eventuale scompenso nell’organismo. Riconoscere le qualità dei Dosha nel nostro organismo e le qualità dei Dosha della propria vita quotidiana, può permettere di usare l’Ayurveda per ristabilire l’equilibrio. Al fine di raggiungere l’endpoint primario di questo lavoro, ossia la dimostrazione della possibilità di individuare attraverso l’analisi iridologica la costituzione ayurvedica di un soggetto, sono state elaborate delle mappe sperimentali sulla base di quelle preesistenti. Si sono contrassegnati i vari organi riflessi all’interno dell’iride e riportati sulle mappe, con un colore diverso a seconda che l’organo o l’apparato fosse sede dell’uno o dell’altro Dosha. Si sono seguiti due criteri base: 1. La sede di elezione di ogni Dosha nella zona gastrointestinale e cioè in primo luogo quindi l’individuazione di Vata nell’intestino crasso, di Pitta a livello dell’intestino tenue, e Kapha nello stomaco. 2. Sono state quindi individuate le sedi cosiddette accessorie per le quali, esaminando la bibliografia sterminata esistente in materia ayurvedica, esistono delle opinioni e delle posizioni diverse. In questa sede si è cercato di fare riferimento ai maggiori testi concernenti la disciplina ayurvedica e di coglierne i punti di concordanza. Il principio incontrovertibile è quello secondo cui Vata è insediato nell’area sotto l’ombelico, nel colon e nel bacino, Pitta tra l’ombelico e il cuore e infine Kapha sopra il diaframma. Le immagini delle mappe iridologiche sperimentali elaborate sono allegate in appendice a questo articolo. Si è trattato di individuare all’interno di tali aree i segni iridologici (patografie e patocromie) indici di un possibile squilibrio di quell’organo e di conseguenza del Dosha che vi ha sede. Si è proceduto quindi su tre livelli di analisi (vedi: Le mappe iridologiche. Le basi del lavoro), identificando tali segni e la risposta è stata considerata positiva quando, a seguito della somma dei risultati ottenuti su questi tre piani per entrambe le iridi (corrispondenti alla somma dei segni rilevati), il risultato totale ha dato come prevalente lo stesso Dosha emerso dalla valutazione dei questionari somministrati. Tutti i segni di debolezza, deficit, iperfunzionalità che sono stati rilevati in un organo, settore o apparato sono stati cioè automaticamente attribuiti allo squilibrio del Dosha insediato in quel settore. Nell’ottica di stabilire quel collegamento tra Iridologia e Ayurveda che vede come scopo principale l’individuazione di un metodo che possa permettere di cogliere il Dosha ayurvedico attraverso una analisi di carattere iridologico. E’ molto importante stabilire il collegamento Ayurveda-organi sede. Sono proprio gli organi, o meglio le loro aree riflesse, a venire in considerazione quando si osserva un’ iride con l’intento di identificare i segni di eventuale squilibrio. Il fatto che ogni Dosha abbia delle sedi principali nell’organismo significa che gli organi coinvolti avranno la tendenza ad entrare in una situazione di squilibrio al variare di quel Dosha e reciprocamente il Dosha ha in quelle sedi il potere di sbilanciare e danneggiare gli organi. L’accumulo di un Dosha in eccesso nella propria sede costituisce la fase iniziale del processo dei malattia. Le malattie dovute alla perdita di equilibrio di questa forza si manifestano negli organi. I segni che verranno rilevati in tali aree a livello iridologico informeranno, in applicazione delle mappe sperimentali elaborate, che il Dosha situato in quell’organo o apparato ha subito uno sbilanciamento o comunque è maggiormente soggetto ad uno stato di squilibrio e/o deficit.
Fase sperimentale La ricerca è stata condotta usufruendo di determinati materiali e metodi. Si è trattato, per rispondere alla domanda centrale, di valutare una serie di casi che permettessero di raccogliere i dati necessari per poter verificare la nostra ipotesi. Sono stati elaborati e somministrati dei questionari a 34 persone volontarie. Non sono stati presi in considerazione particolari criteri di inclusione od esclusione per quanto riguarda i soggetti che si sono sottosti volontariamente alla ricerca. Hanno risposto ai questionari e si sono sottoposti alle fotografie per l’analisi iridologica. Si tratta di 26 donne e 8 uomini, l’età minima è 23 anni, quella massima 67, l’età media è circa 39 anni (38.76). Per giungere a dimostrare l’endpoint primario o scopo primario della ricerca, il primo passo indispensabile è stato individuare la costituzione ayurvedica attraverso la metodologia dei questionari, per poi rilevare la coincidenza o meno di risultati ottenuti rispetto all’analisi iridologica condotta sulla base delle mappe iridologiche sperimentali. Come è stato ricordato in precedenza, la lettura iridologica è stata effettuata su tre livelli di analisi (mappa iridologica sperimentale fisica, mappa embriogenetica sperimentale e mappa iridologica relativa allo spaziorischio) identificando le patografie, le patocromie o le anomalie (opi) come segni rilevati in area Vata, Pitta o Kapha. L’ultimo step è stato il raffronto tra i risultati ottenuti a seguito dell’ analisi iridologica condotta su questi tre piani per entrambe le iridi (corrispondenti alla somma dei segni osservati) e quanto emerso dalla valutazione dei questionari compilati (identificazione del Dosha maggioritario). Ciò per determinare la prevalenza dello stesso Dosha e quindi la possibilità di dedurre tramite l’analisi iridologica la costituzione ayurvedica di un soggetto. La bibliografia presa in considerazione in qualità di fonte per la elaborazione dei questionari utilizzati, comprende i maggiori e più qualificati autori nell’ambito delle medicina ayurvedica, i quali hanno trasferito nei testi decenni di esperienza, di conoscenza teorica e pratica. I questionari, nel caso della ricerca svolta, sono stati cinque (5) : il primo riguarda le caratteristiche fisiche (41 domande), il secondo le caratteristiche fisiologiche (28 domande), il terzo e il quarto (rispettivamente 22 e 15 domande) prendono in esame il piano emotivo e valutano la personalità e le modalità di comportamento quotidiano tipiche di ciascun Dosha. Infine un quinto questionario anamnestico molto dettagliato che è stato inserito sia per raggiungere una completezza maggiore, che per potere compilare in maniera esauriente le schede di valutazione individuale elaborate includendo dei brevi consigli dal punto di vista ayurvedico e naturopatico. Sono state inserite tutte le patologie previste dal più antico testo di medicina ayurvedica : Charaka Shamita, e quindi 80 patologie Vata, 40 patologie Pitta, e 20 Kapha.
Dati raccolti e conclusioni [9] Quali sono stati i risultati ? E’ stato possibile individuare il Dosha prevalente di un soggetto dall’analisi iridologica raggiungendo l’endpoint primario? La risposta positiva si è verificata nel 79.41% dei casi. Per 27 soggetti su 34 sussiste la coincidenza di risposta tra Dosha emergente in seguito al questionario e Dosha rilevato dalla valutazione iridologica. Ciò significa che, stabilito il Dosha prevalente in base ad una valutazione su piani diversi (fisico, fisiologico, emotivo, anamnestico), questo corrisponderà con ogni probabilità al Dosha che si desumerà attraverso l’analisi iridologica condotta sulla base delle mappe iridologiche sperimentali.
Endpoint primario Rilevare dall’ iride, letta secondo mappe iridologiche sperimentali che hanno la caratteristica di identificare gli organi riflessi in base al criterio della sede dei tre Dosha, la prevalenza dello stesso Dosha che risulta dominante a seguito della sua determinazione attraverso la compilazione di questionari. Risultato : 27 risposte positive su 34 soggetti presi in esame ai fini della ricerca. Valore in percentuale : 79.41% Si è trattato di individuare all’interno di tali aree i segni iridologici (patografie e patocromie) che siano indicatori di un possibile squilibrio di quell’organo e di conseguenza del Dosha. Identificare lo squilibrio del Dosha può fare pensare ad un probabile coinvolgimento dell’organo. Si è cercato di raggiungere lo scopo procedendo su tre livelli di analisi, ossia prendendo in considerazione non solo la mappa iridologica classica-organica (settoriale e anulare) ma altre due mappe di recente creazione. Si tratta della mappa relativa allo spaziorischio e alle aree di debolezza embriologica. La risposta è stata considerata positiva quando, a seguito della somma dei risultati ottenuti sui tre livelli per entrambe le iridi, il risultato totale ha dato come prevalente lo stesso Dosha emerso dalla valutazione dei questionari somministrati. Ciò significa che, procedendo ad una analisi iridologica sulla base delle mappe sperimentali che sono state elaborate, si può dedurre con buona probabilità il Dosha prevalente del soggetto sottoposto all’esame iridologico. Reciprocamente, individuato il Dosha prevalente di un soggetto in base ad una valutazione su piani diversi (fisico, fisiologico, emotivo e anamnestico) questo corrisponderà con ogni probabilità al Dosha che si desumerà attraverso l’analisi iridologica condotta sulla base delle mappe iridologiche sperimentali. Conseguentemente si potrà presumere quali aree riflesse degli organi presenti nell’iride potranno trovarsi in situazione di squilibrio solo in base alla conoscenza del Dosha maggioritario. Conoscere il Dosha sbilanciato e l’organo interessato può permettere di conseguenza di agire in sinergia con approcci ed interventi di prevenzione e di trattamento. In appendice a questo articolo sono stati inseriti tre fra i 34 casi analizzati. Si tratta delle immagini iridologiche di soggetti appartenenti alle tre costituzioni ayurvediche : Vata, Pitta e Kapha. Sono state inserite per ogni caso le mappe iridologiche adottate, con l’indicazione degli organi-sedi dei tre Dosha che risultano coinvolti, in quanto nelle loro aree riflesse sono stati rilevati dei segni iridologici indicativi di una situazione di deficit/squilibrio. E’ stato inoltre allegato un caso negativo. Quest’ultimo soggetto presenta come Dosha maggioritario Vata in base ai questionari somministrati, mentre dall’analisi iridologica effettuata in base alle mappe sperimentali emerge Pitta. Sono emersi altri dati che meritano la nostra attenzione.
Endpoint secondari Primo endpoint secondario : correlazione tra costituzioni iridologiche e Dosha ayurvedici. Per ciò che riguarda la possibile corrispondenza tra costituzioni iridologiche e i Dosha ayurvedici si nota dai dati emersi nel corso del lavoro, che la percentuale maggiore si è raggiunta (sui 34 soggetti esaminati) in riferimento alle 18 persone che appartengono alla costituzione iridologica mista. In particolare : il 66.66% di questi ultimi (12 soggetti) presenta Pitta come Dosha maggioritario. In generale l’esiguità del numero dei soggetti partecipanti alla ricerca e appartenenti a ciascuna costituzione iridologica, specie nel caso della costituzione linfatica (12 soggetti) ed ematogena (4 soggetti), non ha permesso di dedurre dei dati significativi circa la corrispondenza tra costituzioni iridologiche e quelle ayurvediche. Si possono però fare delle interessanti considerazioni valutando la corrispondenza tra costituzione iridologica mista e costituzione ayurvedica Pitta. Secondo endpoint secondario : valutazione dei dati emersi in riferimento alle tre mappe iridologiche sperimentali singolarmente considerate. Si è trattato di rilevare la percentuale di positività ottenuta in base ad ogni mappa iridologica sperimentale, considerata in maniera indipendente dalle altre. 1.Il riscontro della corrispondenza dei tre Dosha ayurvedici con la mappa iridologica sperimentale fisica-organica in relazione ai 34 soggetti presi in esame, vede in una percentuale del 70.58% (24 soggetti su 34) dei casi la corrispondenza fra il Dosha prevalente a seguito di compilazione di questionari somministrati e costituzione ayurvedica emersa a seguito dell’ analisi iridologica. Tale valore sale all’85.18% se vengono presi in considerazione soltanto coloro che hanno risposto positivamente all’endpoint primario della ricerca (27 soggetti su 34). Quest’ultimo risultato è collegato alle percentuali relative alle due mappe iridologiche sperimentali : quella dello spaziorischio e quella embriologica. Se tramite queste ultime si raggiungono dei buoni risultati per ciò che riguarda il riscontro del Dosha dominante, la possibilità di dedurre quest’ultimo attraverso la sola analisi della mappa iridologica fisica-organica sperimentale aumenta. 2. La verifica della corrispondenza dei tre Dosha ayurvedici con la mappa iridologica sperimentale relativa allo spaziorischio vede in una percentuale del 62.96% dei casi la corrispondenza fra Dosha prevalente a seguito di compilazione dei questionari somministrati e costituzione ayurvedica emersa a seguito di analisi iridologica per quanto riguarda i 27 soggetti su 34 che hanno risposto positivamente all’endpoint primario della ricerca. La stessa percentuale è stata raggiunta per quanto riguarda la costituzione ayurvedica emersa a seguito dell’analisi iridologica condotta in base alla mappa embriogenetica sperimentale.
Iridologia, Ayurveda e Naturopatia Vorrei infine fare un breve cenno a quella che è stata l’ultima parte del lavoro, ossia oltre il possibile raffronto tra l’ Iridologia e l’ Ayurveda, il collegamento con la Naturopatia, per quanto riguarda il trattamento. La disciplina ayurvedica e la Naturopatia offrono da questo punto di vista un ventaglio di possibilità e suggerimenti anche molto semplici, indirizzati alla prevenzione dello squilibrio. Molti sono i punti di contatto tra le due discipline. L’alimentazione è uno dei cardini del loro approccio, se non il principale. E’ la più importante di tutte le discipline. La salute dipende in massima parte da un buon regime che nutre e fortifica il corpo e il concetto di nutrizione ha un valore di capitale importanza per il mantenimento di un organismo sano da parte della medicina naturale. L’uomo si ammala e si cura (anche) attraverso quello che mangia. Decongestionando e facilitando la funzione digerente si raggiungerà per gradi la normalità attraverso crisi curative e di assestamento. Stimolando le difese organiche con le terapie naturali si metterà l’organismo in grado di auto selezionare ed approfittare delle sostanze degli alimenti somministrati. Per il mantenimento, lo sviluppo e la salute dell’organismo, le necessità vanno soddisfatte in simbiosi con gli elementi aria, luce ed acqua, ma va sottolineata l’importanza del fattore psicologico. Qualsiasi regime non può sortire l’effetto desiderato se il subconscio lo rifiuta, generando reazioni negative da parte dell’organismo verso il trattamento. La prima cosa da fare secondo la medicina ayurvedica è svuotare colon e vescica. Dallo stato di congestione delle viscere originano tutti i disturbi. Il sangue ricco di tossine andrà a nutrire tutti i tessuti che diminuiranno la loro funzionalità e si influenzeranno a vicenda in un circolo vizioso che va spezzato. L’uso dell’acqua è molto importante in Naturopatia e Ayurveda. In Naturopatia si procede nell’uso dell’acqua per gradi testando l’effetto di ogni singola terapia. Raccomandato anche in Ayurveda l’uso dell’acqua anche alternata, ma va prestata precisa attenzione alla costituzione personale, ossia al Dosha prevalente e cosi anche per saune e bagni di vapore. Pitta non dovrà eccedere con l’uso dell’ acqua calda, ma preferire quella fredda. Vata necessita di caldo e umidità, in quanto freddo e secco. L’uso dell’acqua fredda, possibilmente raggiunta per gradi, aiuta a conservare un buon sistema immunitario. Fregagioni e massaggi sono previsti dall’Ayurveda per aumentare circolazione e capacità emuntoriale. Ciò è indicato al soggetto Pitta in quanto la pelle è una delle strutture che in questo caso può trovarsi in stato di ipofunzionalità e a quello Kapha, che può soffrire di circolazione debole e ristagni di circolazione linfatica. I bagni di vapore, le saune e i bagni di sole sono inoltre indispensabili per praticare Rasayana, il procedimento di ringiovanimento, l’ aumento del sistema immunitario e la rivitalizzazione dei tessuti ayurvedico. Ciò che si vorrebbe sottolineare è che dei rimedi semplici e la costanza nel seguirli, si rivelano in molti casi metodi vincenti. La medicina ayurvedica dà moltissime indicazioni in questo senso e i suggerimenti e le strategie di trattamento sono indirizzati al bilanciamento delle energie ed al raggiungimento dello stato psico-fisico ottimale. Nel momento in cui si riesce, esaminando l’iride, a dedurre il Dosha maggioritario, che in linea generale è il primo a sbilanciarsi e da quel momento ad indebolire l’organo-sede, potremmo cominciare a suggerire delle strategie di riequilibrio e trattamento anche molto elementari. Sono molto felice che il lavoro di ricerca che è stato sviluppato possa venire conosciuto, seppur in sintesi, attraverso queste pagine da coloro che si occupano di Iridologia con grande passione e competenza. Speriamo che i risultati raggiunti possano contribuire anche in piccola parte ad avvicinare l’Iridologia ad altre persone. Non necessariamente solo a coloro che si occupano da anni di medicina ayurvedica e la praticano con passione, ma anche a quanti sentono e sanno che l’equilibrio del loro corpo e della loro mente è il risultato, fra le altre cose, di sottili energie in equilibrio. L’iride può indicarci un sentiero per riconoscerle, per correggerle, per assecondarle… Quello illustrato è un lavoro che si è reso possibile anche grazie alla generosa partecipazione umana che è stata coinvolta e sono piena di gratitudine verso chi mi ha aiutato a percepire, con la propria esperienza, collaborazione e continua vicinanza, ciò che l’iride, nella sua estrema generosità, ha voluto comunicare.
Note
Mappe Iridologiche Sperimentali
Topografia Iridologica Annulare
26 Spazi
Embriogenesi e Iridologia
Casi Clinici
N.W.; Sesso: femminile; Età: 42 anni; Dosha ayurvedico dominante: Vata Dosha ayurvedico dominante secondo il questionario: Vata. Dosha ayurvedico dominante secondo l’analisi iridologica: Vata.
IRIDE DESTRA. Vata: giallo; Pitta: blu; Kapha: rosso
IRIDE SINISTRA. Vata : giallo; Pitta : blu; Kapha : rosso.
T.A.; Sesso: femminile; Età: 28 anni; Dosha ayurvedico dominante: Pitta Dosha ayurvedico dominante da questionario: Pitta. Dosha ayurvedico dominante secondo l’analisi iridologica: Pitta.
IRIDE DESTRA. Vata: giallo; Pitta: blu; Kapha: rosso.
IRIDE SINISTRA. Vata: giallo; Pitta: blu; Kapha: rosso.
B.C; Sesso: maschile; Età: 31 anni; Dosha ayurvedico dominante: Kapha. Dosha ayurvedico dominante da questionario: Kapha. Dosha ayurvedico dominante secondo l’analisi iridologica: Kapha.
IRIDE DESTRA. Vata: giallo; Pitta: blu; Kapha: rosso.
IRIDE SINISTRA. Vata: giallo; Pitta: blu; Kapha: rosso.
T.L.; Sesso: maschile; Età: 28 anni; Dosha ayurvedico dominante da questionario: Vata. Dosha ayurvedico dominante secondo l’analisi iridologica : Pitta.
IRIDE DESTRA. Vata: giallo; Pitta: blu; Kapha: rosso.
IRIDE SINISTRA. Vata: giallo; Pitta: blu; Kapha: rosso.

Iridologia Contemporanea
L’iridologia può ormai essere considerata una scienza, in quanto le conoscenze di neuro fisiologia del sistema nervoso centrale ci permettono di capire perché l’iride si modifica quando l’individuo è sottoposto per lunghi periodi a particolari situazioni di stress o di malattia.
Sul piano fisico certamente non va confrontata con le più moderne tecnologie diagnostiche, leggi TAC, RMN, ecografie, esami di laboratorio, radiografie, endoscopie, biopsie, scintigrafie ed altre. In questo campo senz’altro l’iridologia ne uscirebbe ridotta a semplice Cenerentola, nella migliore delle ipotesi. Assume un ruolo decisivo, invece, nel momento in cui tutte le tecniche di diagnosi usate non sono state in grado di individuare la causa del malessere del paziente.
In questi casi la nostra attenzione deve rivolgersi a possibili cause che non partono dal fisico ma dal mentale, dall’emotivo, dallo spirituale o dall’insieme energetico. Ecco allora che l’iridologia ritorna ad essere “regina” nel panorama dei metodi che indagano la malattia.
In campo psico-emotivo l’iride registra i messaggi nervosi che partono dall’ipotalamo e dal sistema limbico ( il sistema delle emozioni ) rendendo possibile l’individuazione della causa delle tensioni psichiche profonde. Anche una valutazione energetica, facilmente effettuabile con l’esame dell’iride, può fornirci utili informazioni sullo stato di salute della persona esaminata.
L’iridologia spirituale infine utilizza metodi diagnostici leggermente più complessi, comunque utilizzabili da iridologi appassionati e adeguatamente preparati.
Lucio Birello, MD
Sei il benvenuto a unirsi a noi in occasione del prossimo Convegno di Iridologia in Settembre a Venezia

Convegno Di Iridologia A Venezia
17–18–19 Settembre 2010
Dr. LUCIO BIRELLO
Dr. DANIELE LO RITO
AULA MAGNA
ISTITUTO FOSCARINI
CANNAREGIO 4942
VENEZIA
Fond.ta S. Caterina
Naturaliter – 00174 ROMA – Via Lucio Sestio, 16B
? (+ 39) 06.769.10.973 – ? 328.3612680
Sito: http://www.naturaliter.org
RELATORI :
Dr. DANIELE LO RITO; Medico chirurgo, specialista ORL, Iridologo di fama internazionale, allievo del Dr. Rizzi, autore di numerosi libri di iridologia, si occupa di ricerca iridologica.
Dr. LUCIO BIRELLO; Medico chirurgo, iridologo allievo del Dr. Rizzi, si occupa di ricerca in iridologia energetica e psico-emotiva. Docente in diverse scuole di Medicina Naturale.
TONELLA DORO
Presidente Naturaliter, Naturopata, ricercatrice effetti biologici inquinamento elettromagnetico e cibi irradiati
SCHEDA D’ ISCRIZIONE
Inviare via e-mail all’indirizzo
segreteria@naturaliter.org
Tel. 06 76910973
QUOTA D’ ISCRIZIONE
(Comprensiva delle attività satelliti
e del materiale didattico)
230,00 EURO
DATI DEL PARTECIPANTE
INFORMAZIONI GENERALI
COME ARRIVARE A VENEZIA
COME ARRIVARE ALL’ISTITUTO FOSCARINI
PER IL SOGGIORNO :
VACANZE IN FAMIGLIA
Tel. 041 900385
e-mail info@vacanzeinfamiglia.it
Conviene prenotare con largo anticipo !
CONSIGLI
Arrivate a Venezia con :
scarpe comode, bagagli leggeri e nessuna fretta.
Ritrovarsi con gli amici e con se stessi in una Venezia minore, lontano dai fasti di S. Marco e della città di rappresentanza, passeggiare lungo le fondamenta affascinati dal tremulo riflettersi sull’acqua dei sontuosi palazzi patrizi e delle umili case dei pescatori, respirare la venezianità più pura : emozioni che predispongono il cuore e l’anima del viandante a riscoprire i veri valori dell’Uomo, a porsi quelle domande che da sempre accompagnano il divenire della razza umana. Il convegno sul programma di evoluzione spirituale impresso sull’iride vuole dare una risposta, anche se inevitabilmente incompleta, proprio a questi bisogni profondi.
Il riconoscere e decifrare i messaggi scritti sul bordo della corona della propria iride farà provare all’allievo l’emozione di apprendere una tecnica in grado di indagare gli aspetti più profondi dell’essere umano, per poi trasferirla nella sua quotidianità, al servizio di quanti avvertono questo anelito nel profondo del cuore.

Venice, Italy 17. – 18. – 19. September 2010
Iridology Conference in Venice
Dr. Lucio Birello
Dr. Daniele Lo Rito
Aula Magna
Istituto Foscarini
Cannaregio 4942
Venezia
Fond.ta S. Caterina
Tel. +39 041 5221970
e-mail: segreteria@naturaliter.org
PROGRAM
SPEAKERS:
Dr. Daniele Lo Rito
MD Surgeon; ENT specialist; Worldwide known Iridologist; student of Dr. Rizzi; author of numerous books on iridology; is occupied with Iridology research
Dr. Lucio Birello;
MD Surgeon; Iridologist student of Dr. Rizzi; is occupied with energetic iridology and psycho-emotional research. Lectures in different schools of Natural Medicine.
Organization
Naturaliter
Accademia di Scienze Mediche e Naturopatiche
Roma
Piazza A.C. Sabino 87
tel. + 39 328-3612680
President: Tonella Doro
Registration Form
(to be sent via fax or e-mail)
Tel./Fax +39 06 71073596
e-mail: segreteria@naturaliter.org
Registration Fee
(Including principal activities and teaching materials)
230.- €
Participants Details:
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ZIP: ________________________________________
City: _______________________________________
Country: ____________________________________
Profession: __________________________________
Tel.: _______________________________________
Cellulare: ___________________________________
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LOT / VAT: __________________________________
General Information
How to arrive to Venice
By car : Park your car in one of the two parking spaces opposite the train station: then take the train to Venezia S.Lucia
By Train: make sure that the train arrives at Venezia S.Lucia
By Air: both airports of Venice M. Polo and Treviso are conveniently connected with Venice and can be used
How to reach the Foscarini Institute by foot:
( about 15 min. ) exit the railway station and turn left. Turn into and follow Lista di Spagna and then Nova St. Past the Church of S. Felice turn left to Calle Larga and then Calle della Racchetta: that will take you to Fondamenta di S. Caterina
By Public Transportation:
Line 52: direction Murano. Get off the pier at Fondamenta Nove and continue in direction towards Chiesa dei Gesuiti anf then Fondamenta Zen: 2 minutes and you arrive
For Stay:
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Tel. + 39 041 900385
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Should book well in advance !
Advice
Arrive to Venice with:
comfortable shoes; light luggage and no hurry.
Catch up with friends and with yourself in minor Venice: away from the pomp of St. Mark and city representation: walk along the shimmering fascinated of trembling reflection in the water of the sumptuous palaces and humble homes of fishermen: breath the most pure Venetianity: emotions that predispose the heart and soul of the traveler to discover the true value of man: to ask those questions that always accompany the becoming of the human race.
The conference on the program of spiritual evolution imprinted in the iris would give such a response: although inevitably incomplete, precisely to these profound needs.
To recognize and decipher messages written on the border of the collarette of your iris will show the student the thrill of learning a technique able to investigate the deeper aspects of the human being: then place it in his everyday life: for the service of those who feel this yearning deep in their heart.

IRIDOLOGIA E PSICHE *1
L’iride desidera farsi osservare, scrutare e ammirare.
Quali segreti detiene nella sua dimensione di fisicità, di apparenza strutturale?
L’uomo può avere la possibilità di intuire, di decifrare i segni iridei nella dimensione
della psiche, dello stato emotivo di una persona?
Questo primo lavoro desidera porre le basi per una iridologia rivolta allo studio dello
stato emotivo, dello stato psichico di una persona.
Cercare di conoscere le aree deboli e quelle più forti, le modalità reattive di un
individuo al fine di collegare le emozioni con il sistema immunitario, con il sistema
nervoso e con il sistema endocrino per arrivare a formulare l’ipotesi della possibile
lettura della PNEI ( psiconeuroendocrinoimmunologia) a livello iridologico.
Nel titolo del volume abbiamo posto l’accento sulla eventuale differenza tra EPNEI e
PNEI.
Intendendo con:
- PNEI il termine psiconeuroendocrinoimmunologia,
- EPNEI il termine energopsiconeuroendocrinoimmunologia.
Quest’ultimo sta a significare l’esistenza di un’altra dimensione che interviene nello
stato di salute di una persona: il livello energetico. Esso si interfaccia con le altre
dimensioni della psiconeuroendocrinoimmunologia, dimostrando che una variazione
nello stato energetico si può riflettere sulla stato psichico, emozionale, immunologico
ed endocrino.
Nel primo volume introduciamo i significati dei segni iridologici, i valori degli
appiattimenti pupillari e della morfologia dell’OPI, le costituzioni, le diatesi e le
disposizioni.
Rimane affascinato colui che osserva dipanarsi sotto i propri occhi la verità del suo
esistere sulla terra e le modalità reattive che possono essere conscie o inconscie.
Questa metodica, di lettura iridologica, ci permette di comprendere le forze
emozionali che vengono messe in azione ogni volta che siamo testati dalla vita. Le
abitudini di risposta dovute alle esperienze che abbiamo fatto, quali modalità
utilizziamo più frequentemente e quale applichiamo con sistematicità al di là della
mutazione dello stimolo esterno.
Le indicazioni che troviamo all’interno del libro ci permettono come genitori di
conoscere le propensioni dei nostri figli, quali sono le migliori metodiche educative e
di apprendimento. Per gli insegnanti, tutto ciò che sarà descritto, sarà uno strumento
eccezionale per applicare la didattica all’individuo a seconda che appartenga a un
biotipo oppure a un altro.
Coloro che si interessano di psicologia trarranno dalla lettura iridologica quegli
elementi indispensabili per una corretta visione d’insieme, a volte questa potrà
suggerirci delle aree di conflittualità vissute o dei traumi passati che hanno influito in
modo decisivo sulla vita attuale.
*1 Tratto dal Libro di IRIDOLOGIA E PSICHE -VOL 1° del Dr. Daniele Lo Rito
A questo primo testo farà seguito a breve un secondo volume che riguarderà gli
aspetti psichici relativi ad ogni organo, dove saranno analizzati i risvolti positivi e
negativi che ogni viscere esprime nella sua funzione esistenziale.
Chiedo scusa di cuore per le imperfezioni e gli eventuali errori presenti nel testo,
sperando di fare meglio nelle prossime edizioni.
La facile consultazione del testo ci permetterà di intraprendere un cammino di
coscienza sulle proprie attitudini, sulle proprie forze reattive, sulle virtù non ancora
espresse.
Auguro ad ognuno di trovare la saggezza del proprio esistere per proseguire sul
sentiero intrapreso.
N.B: le descrizioni psicologiche presenti nel testo devono esse prese come spunto
per un confronto e per un dialogo con il paziente, non possono essere utilizzate e
applicate direttamente nella pretesa che l’individuo sia come descritto nel testo.
Per fortuna l’uomo è frutto della sua storia e dell’educazione che ha ricevuto,
per cui ognuno è un individuo a se stante. Le descrizioni devono essere
modellate come un vestito fatto su misura sul corpo umano individuale, questo
attraverso il confronto, il dialogo e la verifica.
Le disposizioni iridologiche e la psiche
Ulteriori informazioni sul piano psichico-emotivo possono essere ricavate dallo
studio della disposizione delle fibre connettivali che formano la struttura di sostegno
dell’iride.
Secondo gli insegnamenti di Hauser, Karl, Stoltz per la parte fisica e gli ampliamenti
nel campo psico-emotivo apportati dal Dr. Lucio Birello, possiamo studiare le
caratteristiche genetiche di un individuo utilizzando tre segni iridologici : il colore di
fondo dell’iride, la disposizione delle fibre connettivali e la presenza di strutture
pigmentate che si sovrappongono al colore di fondo.
Le costituzioni, legate al colore di fondo sono tre : ematogena, linfatica e mista.
Le disposizioni sono cinque, sono definite dall’andamento spaziale delle fibre
connettivali e vengono indicate con i nomi: neurogena, connettivale debole,
vegetativo-spastica, tubercolinica e ghiandolare debole.
Le diatesi vengono identificate dalle strutture pigmentate presenti sull’iride e sono
cinque : essudativa(idrogenoide), iperacida (urica), lipidica, discrasica ed allergica.
Disposizione neurogena.
Le fibre connettivali si presentano molto tese, “sparate”, l’impressione che ne deriva
è quella di un repentino raddrizzamento determinato da una scossa elettrica (come nei
fumetti, quando un personaggio è colpito da una scarica elettrica ed i capelli
diventano tutti diritti).
L’informazione che ne ricaviamo è di una persona dove domina la funzione del
pensiero.
Si tratta di soggetti che pensano molto, che mediano tutto (anche i sentimenti) con il
pensiero, hanno ottime capacità di apprendimento, di memoria.
In base al loro livello di evoluzione possono essere degli intellettuali, dei filosofi, dei
dirigenti di valore, ma anche semplicemente delle persone che rimuginano sempre gli
stessi pensieri, che non riescono a staccare “la spina “ e che rendono qualsiasi
avvenimento semplice della vita un caso da valutare “attentamente”.
Queste caratteristiche predispongono il soggetto a disturbi legati alla difficoltà di
modulare l’attività mentale, come ad esempio l’insonnia ( in fase iper ), le difficoltà
di concentrazione e di memoria (in fase ipo ). Queste ultime manifestazioni saranno
vissute in modo “drammatico”: il neurogeno si sentirà finito, lui che non aveva
nessuna difficoltà a ricordare tutto ora non memorizza nemmeno il numero di
telefono dell’amico. Accanto ad un esaurimento mentale, legato ad un degrado della
funzione, facilmente si instaura un esaurimento psichico determinato proprio dalla
sensazione di crollo delle doti personali.
Questi sintomi tendono poi ad evolvere rapidamente proprio perché il neurogeno ci
pensa sempre.
Da un punto di vista energetico in queste condizioni si ha un eccessivo consumo di
energia, a livello cerebrale. Dobbiamo quindi cercare l’equilibrio favorendo un
rinforzo dell’energia in basso, a livello di arti inferiori. In questi soggetti diventano
molto utili le passeggiate (magari a piedi scalzi ), il ballo libero da schemi (attenzione
a non consigliare danze che richiedano passi precisi, altrimenti il neurogeno ci pensa
continuamente anche mentre balla ), il massaggio zonale del piede, in pratica tutto ciò
che stimola la parte inferiore del corpo.
Disposizione vegetativo spastica ( D. Tetanica).
Iridologicamente è definita dalla presenza di anelli tetanici (di contrazione) e di raggi
solari.
Questo aspetto ci informa che nel soggetto esaminato esiste un forte utilizzo dei sali
minerali, in particolare di oligoelementi. Si possono presentare sintomi di tipo
spastico, crampoide, quali: cefalee, dismenorree, coliti, crampi muscolari, coliche
renali o biliari (in assenza di calcoli), spasmi coronarici a coronarie integre, spasmi
laringei. Altro sintomo frequente è la stanchezza specialmente dopo la perdita di
liquidi organici come: le sudorazioni profuse, le mestruazioni, l’uso di diuretici, le
diarree, le pratiche di sudorazioni ( bagni turchi, saune, grotte termali ).
Al di là degli aspetti fisici, per il nostro studio è interessante rilevare che questi
soggetti sono particolarmente eccitabili, si trovano in un costante stato di iper-estesia
e tendono ad amplificare tutti i segnali che dagli organi di senso vengono inviati al
sistema nervoso centrale.
In queste situazioni diventa molto utile la somministrazione di magnesio, associato ad
altri oligoelementi eventualmente suggeriti dalle caratteristiche iridologiche.
Quello che descriveremo ora sarà una visone della disposizione vegetativo-spastica
un po’ forte e legata alla presenza di molti segni come le radiali e gli archi di
cerchio, anche se nel mondo moderno sia facile trovare dei segni di tale disposizione.
È un soggetto che si ritrae con facilità di fronte al mondo, a volte uno stimolo inerte
diventa fonte di ritrosia e di isolamento anche nei rapporti con il mondo esterno. Non
è mai completamente aperto, se a una festa una persona appena conosciuta gli tocca
il braccio o la spalla la sua reazione sarà quella di scostarsi con un’espressione di
fastidio. Non è una persona espansiva che usa il tatto e il contatto per comunicare.
Sta molto bene nella sua condizione e a volte gli da fastidio che la gente vada a casa
sua per aiutarla nei momenti di necessità. Ha soltanto bisogno di condividere le sue
emozioni con l’amico o l’amica del cuore, solo a coloro che dopo tanta fatica sono
riusciti a entrare in empatia profonda con il suo animo.
Queste persone sono selettive nelle loro amicizie e difficilmente danno confidenza,
qualora abbiano concesso l’amicizia questa non sarà più tolta, anzi potrà divenire
asfissiante e dipendente.
Nella loro apparente tranquillità, non danno segni di un pericolo di reattività in
quanto riescono a trattenere e a sopportare ogni evento. Improvvisamente possono
esplodere con una forza e veemenza inaudita, si rimane sorpresi da tutto ciò in
quanto lo stimolo che ha fatto scattare questa risposta è stato minimo e insignificante,
a volte non collegato con la modalità espressiva. L’uomo si sente inondato da una
miriade di accuse, iniziando da quando era giovane fino ad oggi, quasi fosse un film
di errori mai dimenticati. Avvenimenti di venti anni fa riemergono con nuova vigoria
e sono descritti in un modo così lucido che sembrano essere accaduti ieri.
Disposizione tubercolinica.
La caratteristica iridologica è la presenza di fibre ondulate, disposte in modo
ordinato, dette a “capelli pettinati”.
Questo segno ci fornisce informazioni su tre piani : fisico, psico-emotivo ed
energetico.
Sul piano fisico sono individui che hanno il sistema di disintossicazione legato al
fegato e all’apparato respiratorio funzionalmente deboli. Vengono anche definiti
ossigenoidi, per il grande bisogno che hanno di aria pura, di ossigeno.
Sul piano energetico in questi soggetti è carente l’energia di riserva, cioè quella quota
di energia che permette di sostenere uno sforzo prolungato. Non mancano quindi di
energia prontamente disponibile, ma di resistenza nel tempo.
Sul piano psico-emotivo è caratteristica la triade: l’insoddisfazione, la ricerca e
l’estetica. Da un punto di vista comportamentale il tubercolinico non è mai contento,
ricerca sempre nuove emozioni, nuove sensazioni, nuove conoscenze, nuovi
ambienti. Soprattutto è una persona che ricerca emozioni nuove, che, in rapporto al
grado di evoluzione del soggetto, possono essere di tipo estetico, quali la musica, la
poesia, l’arte in genere, il piacere del bello, oppure la droga, l’alcool.
Osserviamo la dominanza della seguente funzione psichica: la sensazione.
Simbolicamente le sue fibre sono più lunghe dello spazio che hanno a disposizione
per cui sono costrette ad ondularsi, in modo esteticamente gradevole. Sono come
molle pronte a scattare.
I capelli pettinati ci indicano quindi, una persona che ama l’estetica, il bello, la
musica, la pittura e non si interessa molto del modo di vivere, di nutrirsi, di vestire.
Da evidenziare pertanto che tale termine, da un punto di vista iridologico, non ha
nulla a che vedere con la malattia della tubercolosi.
Nel tubercolinico la midriasi è un segno di potenziamento delle sue caratteristiche
psichiche, mentre una miosi diventerebbe un fattore di compenso perché lo riporta
verso la terra.
Disposizione connettivale debole.
Le caratteristiche dello stroma dell’iride: alterazione spaziale delle fibrille
connettivali, zone di addensamento e zone di scarsità di fibre(fibre diradate).
Lacune multiple, con il bordo della corona che diventa difficile da evidenziare.
Lacune più evidenti in sede: addome, area genito-urinaria, colonna vertebrale.
Il bordo ciliare più scuro e con densità delle fibre più deboli.
Queste persone si sentono a volte molto stanche e deboli con poco desiderio da fare,
per poter rendere nella vita devono essere sostenute da qualcuno che le sproni a fare,
ad agire, oppure da un ideale in cui credono fermamente. Allora si sentono sorretti,
motivati, carichi di aspettative per cui decidono di agire e nei momenti di debolezza
si ricaricano attraverso il meccanismo del sostegno.
L’alternanza di tralci fibrosi compatti che ci indicano un temperamento forte, tenace e
inflessibile con delle aree di stroma debole indice di insicurezza e indecisione
descrivono la possibile polarità di questa disposizione.
Sotto stress il corpo umano vacilla e si sentono i scricchiolii sull’edificio, la
reazione potrebbe essere quella di un attacco di panico e la relativa fuga, oppure la
paralisi reattiva. Se siamo delle persone reattive, con la presenza di molti tralci
fibrosi, la risposta sarà esplosiva, violenta, inaspettata e le persone ci guarderanno
con lo sguardo sbalordito. Non ci hanno mai visto reagire in quel modo, quindi
dobbiamo fare molto attenzione a non avere delle situazioni troppo stressanti.
Disposizione ghiandolare debole.
Le caratteristiche dello stroma dell’iride: la struttura è normale fino ad essere
compatta, tipica è la presenza di numerose lacune intorno al bordo della corona.
Queste lacune si posizionano nella sede di proiezione delle ghiandole endocrine:
ipotalamo, ipofisi, epifisi, tiroide, timo, surrene, ovaio, testicolo, pancreas. In
generale possiamo parlare di una disposizione ghiandolare debole solo quando tutte
o quasi tutte le ghiandole endocrine presentano un segno di interessamento.
La corona può essere allargata e leggermente più scura.
Queste persone possono avere una difficoltà nella comunicazione interiore, nel
percepire i messaggi interni con precisione e dare la giusta risposta. Possiamo
definire l’esistenza di una incoordinazione informativa, per cui l’individuo non
riesce a percepire l’unità del suo essere, ogni parte ghiandolare di sé dà una risposta,
osservando i suoi tempi, a prescindere dall’armonia ricercata dal direttore di
orchestra. Questo può creare una indecisione e una titubanza, un’anarchia nelle
risposte, un’inadeguatezza e il sentirsi fuori ritmo. La risposta sembra sempre fuori
tempo e luogo o si esprime prima o dopo, mai nel momento giusto della richiesta. A
lungo andare l’essere umano può ritirarsi dall’espressione ed isolarsi, non desiderare
comunicare con sé medesimo e con il mondo.
Si vieta di riconoscere le istanze interiori e i suoi aneliti, allora può essere spinto a
comportarsi come il mondo esterno lo desidera e non come è di sua natura.
Si comporta secondo le regole e i principi che provengono dall’educazione e dalla
società, dalla famiglia, dal lavoro, dalle abitudini.
Se non è capace di dare queste risposte in modo sincrono e adeguato, la scelta finale
sarà quella di non rispondere neppure agli impulsi esteriori, preferendo l’isolamento
sociale.
L’articolo è tratto dalla dispensa : IRIDOLOGIA E PSICHE VOL 1° Dr. Daniele Lo Rito
Per chi desidera avere ulteriori informazioni sulla “Iridologia e la Psiche” o sugli
argomenti della dispensa si prega di telefonare o scrivere a:
Dr. DANIELE LO RITO
Piazza Mercato 11-A
30034 ORIAGO (VENEZIA)
TEL: 041-428952
E-MAIL: danielelorito@libero.it

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